Passione, vendetta, onore. Sono questi forse i tre aggettivi che meglio descrivono la tragedia d’amore più conosciuta al mondo e per la quale la città scaligera è così rinomata. Stiamo parlando naturalmente dell’opera di Romeo e Giulietta resa celebre dal grande poeta Shakespeare che scelse di dare vita alla storia di due ragazzi veronesi, figli di famiglie nobili dell’epoca, i Montecchi e Capuleti, a cui venne impedito l’amore a causa di aspri dissidi tra le parti. Nonostante la distanza della famiglia Romeo e Giulietta si amarono ardentemente e il loro amore fu così forte da non dividerli ma da finire in tragedia.
La storia di Romeo e Giulietta in realtà trae origine da una leggenda senese, sfruttata per la prima volta da Masuccio Salernitano (novella 22ª del Novellino, dove i due amanti si chiamano Ganozza e Mariotto), per poi passare dal frutto della fantasia di un nobile vicentino, Luigi da Porto in una novella pubblicata nel 1531 e ambientata a Verona. I Montecchi e i Cappelletti, inoltre, comparivano nel canto VI del Purgatorio di Dante che dipinge le due famiglie come rivali e perennemente in lotta tra loro. Solo dopo numerose ristampe e riscritture, la storia dei due innamorati si diffonde in Inghilterra, dove tra il 1594 e il 1596 William Shakespeare ne fa una sua versione con il titolo di The most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet.