I migliori appuntamenti artistici del mese.

Fino al 29 marzo 2026
Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce
Un magico inverno. Bianche emozioni dalla collezione Salce
Questa esposizione, inserita nel programma delle Olimpiadi Culturali in occasione di Milano Cortina 2026, è il racconto dell’evoluzione degli sport invernali dalle prime pioneristiche esperienze all’affermarsi del turismo sportivo, attraverso i cambiamenti nella vita quotidiana e l’impatto profondo sul paesaggio montano.
L’inverno, da stagione temuta, soprattutto in alta montagna, si è trasformata nel momento migliore per le comunità montane e i loro ospiti. In mostra, oltre ai celebri manifesti della Collezione Salce, ci saranno documenti video, cimeli, scarponi e attrezzi sportivi, materiali e documenti storici, per offrire un racconto coinvolgente e preciso.

Fino al 12 aprile 2026
Parma, Palazzo Pigorini
Steve McCurry. In viaggio attraverso le fotografie di McCurry
Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, pluripremiato con il prestigioso World Press Photo Award – spesso considerato il “Premio Nobel” della fotografia – è protagonista di questo allestimento che evoca quel senso profondo di umanità che si respira in ogni scatto. In mostra non mancheranno le sue immagini più celebri, come il ritratto della ragazza afghana, realizzate in oltre quarant’anni di carriera: scatti intensi dal Sud-Est asiatico, dalla Cina, dal Sud America e da molte altre parti del mondo. Ogni volto ritratto da McCurry è un concentrato di storie, emozioni, dolore, speranza, paura e bellezza.

Fino al 25 gennaio 2026
Verona, Palazzo della Ragione
Lo studio sul Colle
Guido Trentini e Angelo Zamboni
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la cultura figurativa veronese è alimentata da influenze eterogenee: da un lato Venezia, finestra sull’arte europea più avanzata; dall’altro il rapporto diretto con i centri culturali della Mitteleuropa, in particolare Vienna e Monaco di Baviera. In questa scena, Guido Trentini e Angelo Zamboni fanno parte della cerchia di giovani artisti veronesi che segnano una rottura con la precedente tradizione antiaccademica. Le poetiche dei due autori si incontrano durante il periodo di condivisione dei rispettivi studi in un piccolo edificio sul Colle San Pietro, da qui l’ispirazione del titolo dell’esposizione.