Costruita negli anni ‘30, la villa è un pioniere della sostenibilità energetica con uno stile davvero unico!
Lo sai che a Verona c’è una casa capace di girare su se stessa? Proprio così, ci troviamo a Marcellise e stiamo parlando di Villa Invernizzi, conosciuta anche come Villa Girasole, ispirata al fiore che segue il sole.
Realizzata tra il 1929 e il 1935 da un’idea geniale dell’ingegnere Angelo Invernizzi con l’aiuto di un gruppo di amici, tra i quali un certo Ettore Fagiuoli, è un mix affascinante di razionalismo, Art Déco e Futurismo.
E perché?
Oltre a incarnare la visione futurista, la casa ad alta tecnologia è stata concepita con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici, sfruttando al contempo i benefici dell’elioterapia. Tale approccio derivava anche dalla necessità di fornire un ambiente curativo per la moglie di Angelo Invernizzi, Lina, affetta da tisi.
Ma come è fatta?
La villa ha la forma di una “L” e poggia su circa 44 metri di base circolare, pesa 15.000 quintali ed è rivestita con pannelli in lega di alluminio. È dotata di un meccanismo simile a quello della piattaforma girevole della Centrale Frigorifera di Verona, con rulli che scorrono su rotaie orizzontali.
E quanto ci vuole per fare un giro?
All’ingresso, vicino all’ascensore, c’è un quadro con tre pulsanti: avanti, indietro, arresto, che comandano un potentissimo motore a nafta che la spinge alla velocità di 4 millimetri al secondo, seguendo il sole e assorbendo il calore, completando il giro su se stessa in 9 ore e 20 minuti.
E oggi?
Agli inizi del 2000 un piccolo cedimento del terreno ha portato a una deformazione delle rotaie, quindi non può girare e dal 2015 non è più visitabile, ma c’è speranza. Da un paio di anni si discute di utilizzare il PNRR per i lavori di recupero e lanciarla in occasione delle Olimpiadi del 2026.