Dal 20 al 26 luglio si terrà il World Shakespeare Congress (WSC).
Che Shakespeare possa essere considerato un autore “planetario”, riconosciuto e amato in tutto il mondo e inventore di mille mondi possibili nelle sue magistrali opere teatrali e non solo, è pensiero diffuso. E a proposito di mondi e pianeti possibili, Verona è sicuramente un angolo di mondo che ha intercettato la sua carriera artistica e grazie a ciò è riconosciuta come la capitale mondiale di William Shakespeare.
O meglio, lo è diventata di diritto da quando a fine Cinquecento William Shakespeare ha deciso di ambientarvi la più celebre tragedia d’amore di tutti i tempi: Romeo e Giulietta. Celebre la frase, ripresa anche in una targa sulle mura della porta di Piazza Brà, in corrispondenza dell’ingresso al Museo Lapidario Maffeiano:
“Non esiste mondo fuori delle mura di Verona, ma solo purgatorio, tortura, inferno. Chi è bandito da qui, è bandito dal mondo, e l’esilio dal mondo è la morte…”.
Proprio per questo nella città scaligera sono fioriti nel tempo studi, eventi ed iniziative a tema shakespeariano. Uno dei più importanti a livello accademico è il World Shakespeare Congress (WSC), che si terrà dal 20 al 26 luglio. Il congresso mondiale dedicato agli studi shakespeariani, che si svolge ogni cinque anni in una diversa città del mondo, quest’anno sarà ospitato dalla città scaligera, con il patrocinio del ministero della Cultura, oltre che del Comune di Verona e del Consiglio regionale del Veneto.
Per il 2026, l’International Shakespeare Association ha scelto la città di Romeo e Giulietta per celebrare i 50 anni della sua fondazione. La scelta è ricaduta su Verona per la presenza del Centro di ricerca interdipartimentale Skenè dell’università diretto da Silvia Bigliazzi.
Il tema del World Shakespeare Congress 2026 è Planetary Shakespeares. Il congresso intende favorire il confronto sui numerosi modi in cui Shakespeare può essere concepito come “planetario”, anche in riferimento a nuove galassie culturali e alla scoperta di nuove conoscenze e problematizzazioni che hanno grandi ricadute per la nostra comunità. Oltre al convegno, spettacoli e concerti, eventi teatrali e musicali animeranno il centro storico di Verona facendo della città una vetrina a livello mondiale.
Parallelamente e in dialogo con il congresso, il centro Skenè proporrà, dal 20 al 25 luglio, l’appuntamento con il Verona Shakespeare Fringe (VSF), giunto alla sua sesta edizione, una piattaforma artistica sperimentale capace di affiancare alla dimensione accademica del Congresso una proposta culturale aperta, inclusiva e rivolta alla città. Il Verona Shakespeare Fringe si inserisce così in un programma più ampio che include, oltre al Congresso, spettacoli dal vivo e iniziative formative come la Summer School internazionale “Shakespeare and the Mediterranean” (17-25 luglio), contribuendo a costruire un’esperienza culturale articolata e di respiro globale.
Evento eccezionale è la produzione del Giulio Cesare shakespeariano al Teatro Romano (24 luglio) dell’acclamata compagnia taiwanese Contemporary Legend Theatre, dal titolo Caesar’s Maze: An Infinite Loop. A questo si affiancheranno due concerti, uno di musica madrigalistica (22 luglio) e uno proposto dal Conservatorio F.C. Dall’Abaco in collaborazione con due Università australiane (23 e 26 luglio).