La Tezenis conquista la promozione in A.
Ci sono promozioni che valgono una stagione. E poi ce ne sono altre che raccontano molto di più: una città, una passione, una voglia di riscatto coltivata nel tempo. Il ritorno della Tezenis Verona in Serie A appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Dopo tre anni di attesa, il basket veronese ritrova la massima serie al termine di un percorso costruito con pazienza, sacrificio e determinazione. La vittoria in Gara 4 della finale playoff contro Rimini, chiusa sul punteggio di 75-83, rappresenta il coronamento di una stagione iniziata tra ambizioni e conclusa tra gli applausi.
E pensare che il cammino non era stato affatto semplice. Verona aveva chiuso la regular season al quarto posto, senza partire quindi dalla posizione più favorevole. Nei playoff, però, i gialloblù hanno cambiato marcia, eliminando prima Valtur Brindisi, poi la storica Fortitudo Bologna e infine la Dole Basket Rimini, completando una cavalcata che resterà nella memoria dei tifosi.
L’ultimo atto è stato all’altezza della posta in palio. La Tezenis ha provato più volte a scappare, arrivando anche sul +17, ma Rimini non ha mai smesso di crederci. Trascinati da Camara e Alipiev, i romagnoli hanno ricucito lo strappo fino a riportare la partita sul filo dell’equilibrio. Nel momento più delicato, però, Verona ha trovato freddezza e personalità. A prendersi la scena è stato Zampini, autore dei canestri decisivi che hanno chiuso definitivamente i conti e spalancato le porte della Serie A.

Una promozione che assume un significato ancora più speciale se si guarda al momento dello sport cittadino. Verona ritrova infatti una squadra nella massima serie del basket proprio nello stesso impianto che pochi mesi fa aveva celebrato un altro grande trionfo sportivo, quello della Rana Verona Volley con la conquista della Coppa Italia. Il PalaOlimpia si conferma così teatro di imprese capaci di accendere l’entusiasmo di un intero territorio.
Grande parte del merito va anche a coach Alessandro Ramagli, ritornato a Verona a stagione in corso e capace di dare nuova identità alla squadra nei momenti decisivi. Al termine della partita, il tecnico ha voluto rendere omaggio agli avversari prima di celebrare il traguardo raggiunto: «Ringrazio i miei giocatori che hanno consentito ad una persona arrivata 4 mesi fa di dargli una mano. Si meritano tutta questa gioia. Verona torna in Serie A e questa è la cosa più importante». Parole che raccontano bene lo spirito di un gruppo cresciuto settimana dopo settimana, trovando compattezza e fiducia proprio quando la stagione entrava nella sua fase più delicata.

Anche il presidente Gianluigi Pedrollo ha sottolineato il valore del percorso compiuto: «È il risultato di una stagione costruita giorno dopo giorno, con lavoro, responsabilità e senso di appartenenza. Questo ritorno nel massimo campionato ha per me un significato particolare». Un riferimento inevitabile alla retrocessione di tre anni fa, una ferita che la società non ha mai nascosto e che ha trasformato in motivazione per ripartire. Senza proclami, come ha ricordato lo stesso presidente, ma attraverso un progetto ricostruito passo dopo passo.
Oggi quel progetto è diventato realtà. Verona torna nel basket che conta, ritrova il palcoscenico della Serie A e riaccende l’entusiasmo di una piazza che non ha mai smesso di crederci. Perché questa promozione non è soltanto la vittoria di una squadra: è il successo di un’intera città che torna a guardare in alto.