Il 23 e 24 maggio torna il Festival di Interno Verde.
Verona apre i suoi giardini segreti
Il 23 e 24 maggio torna il Festival di Interno Verde.
C’è una Verona che sfugge agli itinerari più battuti, che ci portano di fronte ai monumenti più celebri e conosciuti. È una Verona nascosta, dal carattere intimo ma particolarmente rigoglioso, che per un fine settimana decide eccezionalmente di mostrarsi.
Sabato 23 e domenica 24 maggio torna infatti Interno Verde – Giardini Aperti Verona, il festival che invita cittadini e turisti a esplorare oltre quaranta giardini privati normalmente inaccessibili: eleganti labirinti di siepi, orti storici, vigneti urbani, chiostri ombreggiati, cortili fioriti e alberi secolari diventano così tappe di un itinerario inedito che svela la memoria vegetale della città.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Interno Verde e l’associazione Giardini Aperti Verona, costruisce una forma di turismo lento e consapevole, in cui il paesaggio diventa strumento di lettura urbana. Ogni giardino racconta, infatti, una storia di famiglia, di architettura, di relazioni tra uomo e natura, e attraversarli significa davvero comprendere la ricchezza, i cambiamenti e i vissuti di Verona.
Per questo, ogni luogo è accompagnato da descrizioni botaniche, storiche e architettoniche, che si possono leggere sul sito del festival e direttamente nei giardini, o ascoltare in formato audio, mentre si passeggia tra aiuole e pergolati.
Il cuore dell’iniziativa resta la riflessione sul verde urbano come bene comune, per sensibilizzare alla cura e al rispetto dell’ambiente, promuovere una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e restituire valore agli spazi quotidiani spesso invisibili.

Accanto alle visite, poi, il programma ospita tanti eventi, come laboratori, incontri, passeggiate guidate, mostre e momenti musicali all’aperto. Particolarmente significativa la collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, che curerà talk e approfondimenti dedicati alla biodiversità urbana e alle nuove sfide ambientali.
Tra le novità più interessanti di questa edizione 2026 spicca l’apertura della Dogana di Fiume, luogo dal forte valore storico e simbolico, inserito per la prima volta nel percorso del festival. Qui sarà allestita la mostra Piante Acquatiche, che raccoglie opere selezionate del concorso annuale di illustrazione promosso da Interno Verde, dedicato ai giovani grafici e disegnatori.
La Dogana diventerà anche spazio laboratoriale e narrativo. Nel fine settimana ospiterà attività di stampa botanica su tela guidate dall’artista Nadia Lafrizi, mentre sabato pomeriggio partirà da qui la passeggiata “Storia di una simbiosi”, dedicata alle connessioni invisibili tra piante e funghi, il cosiddetto Wood Wide Web, condotta dal dottore in agrobioscienze Simone Marcolini. Domenica mattina sarà invece il momento de “La Dogana racconta”, narrazione curata dall’Associazione Corte Dogana sul passato commerciale e naturale di quest’area, tra aneddoti storici e biodiversità fluviale.
Anche il progetto editoriale del festival contribuisce ad ampliare il dialogo sul verde contemporaneo: presso l’infopoint sarà distribuito gratuitamente il nuovo numero cartaceo di Interno Verde Mag, rivista che raccoglie interviste, reportage e approfondimenti dedicati al paesaggio urbano, alle pratiche di rigenerazione e alle culture ecologiche emergenti. Tra gli articoli è presente un approfondimento su Villa Francescatti, eccezionalmente aperta al pubblico durante il festival.
Per due giorni Interno Verde – Giardini Aperti Verona invita tutti a essere curiosi e guardare oltre le facciate, i cancelli e i portoni, scoprendo che il patrimonio più prezioso potrebbe trovarsi proprio negli spazi nascosti non ancora conosciuti. Per iscriversi, consultare il programma completo e la mappa dei giardini: www.internoverde.it