Alla scoperta della val d’Illasi, così vicina alla città ma ancora a stretto contatto con la natura.
Pensate ad un luogo fuorimano, silenzioso, immerso nel verde con il lastricato di pietra che già da solo è una scultura eccovi arrivati nel piccolo Borgo di Marcemigo, Tregnago, vicino a Verona. Il luogo è una scoperta, un’emozione, una storia ma non solo perché attorno a questo luogo storico si può fare trekking tra i sentieri e le vigne senza fine.
Siete nel cuore della Val d’Illasi terra di grandi vini come il Soave, il Valpolicella, l’Amarone e il Recioto, il suo paesaggio tappezzato di vigneti e ciliegi è famoso per la sua bellezza. La vallata, straordinariamente ricca di sentieri, è molto frequentata dagli appassionati di mountain bike e da chi ama le passeggiate.
Iniziamo il percorso di quasi 5 km per circa 2 ore:
Come punto di partenza pendiamo il piazzale antistante Villa de Winckels, imbocchiamo la strada di accesso (Via Sorio) e camminiamo in direzione del borgo di Marcemigo, godendoci il panorama sui vigneti e sui boschetti circostanti. Dopo circa 10-15 minuti di cammino, ci dirigiamo verso un sentiero sterrato che sale lievemente: l’idea è puntare verso una delle colline che circondano Tregnago, in direzione nord-ovest. Proseguiamo la salita moderata per circa 20-30 minuti, fino a raggiungere un bel punto panoramico dal quale ammirare le colline della Val Tramigna e i vigneti della zona. Da qui, scendiamo dolcemente verso un sentiero che aggira il dosso collinare, costeggiando boschi di querce secolari. Lungo il percorso sono presenti antichi capitelli e lavatoi in pietra, tipici della zona, che testimoniano la presenza storica dell’uomo in questi luoghi. Infine, rientriamo verso Marcemigo concludendo sul piazzale della partenza di Villa de Winckels seguendo così un percorso ad anello, che assicura un ritorno tranquillo e senza fretta.

Storia di Villa de Winckels a Tregnago:
Le radici della villa risalgono a un periodo compreso tra il 1100 e il 1300: l’edificio nacque come monastero di San Giorgio in Braida. Nel XX secolo, la villa entrò nella storia moderna grazie all’insediamento dell’ufficiale asburgico, il generale De Winckels, che proprio a questo luogo diede il nome. La presenza del generale segnò una fase di prestigio: la villa, divenne dimora di rango, a testimonianza del legame tra territorio e aristocrazia imperiale. Negli anni più recenti, la famiglia Merzari ha assunto la gestione dell’edificio, investendo per restituirlo al suo splendore e trasformarlo in una struttura di accoglienza, ristorazione e ospitalità turistica. La villa oggi ospita un ristorante di cucina veneta, un’enoteca, che si trova nella costruzione laterale risalente al 1100 e camere per il pernottamento, in un contesto di quiete e natura. Inoltre, l’edificio è stato inserito nell’elenco delle “Ville Venete” della Regione.