Il veronese Marco Vinco è il nuovo direttore artistico del Macerata Opera Festival. Una nomina, quella giunta lo scorso dicembre dal Cda dell’Associazione Arena Sferisterio, favorita da una carriera già consolidata sia come interprete lirico di fama internazionale (il cantante, basso-baritono, si è diplomato con lode al Conservatorio di Mantova e si è esibito in vari ruoli d’opera sotto la direzione di illustri bacchette, calcando palcoscenici mondiali: l’Opéra di Parigi, la Royal Opera House di Londra, l’Arena e altri) sia come manager di diversi enti culturali. Tra cui il Teatro Salieri di Legnago, dove continua a ricoprire pure l’incarico di direttore artistico.
Classe 1977, Vinco si laurea in giurisprudenza a pieni voti, conseguendo un Master in Imprenditoria dello spettacolo all’Università di Bologna, che gli consente altresì di diventare docente a contratto in Management e legislazione dello spettacolo, nell’ateneo scaligero. Fra le altre cose, ha ricevuto il riconoscimento di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, conferito dal Presidente della Repubblica per meriti artistici ed è tra membri nominati dal Ministro della Cultura che formano la Commissione Consultiva per la Musica, per il triennio 2024-2026.
Maestro, una nuova importante nomina. Una prestigiosa rassegna tutta nelle sue mani. Merito, altresì, delle capacità mostrate alla guida del Salieri.
Un’esperienza che mi ha dato moltissimo quest’ultima. Il 2024 è stato addirittura l’anno dei record, con grandi riscontri sia in termini di abbonati che di biglietti venduti, ma anche di allargamento della platea di spettatori. Premiante anche la multidisciplinarietà della stagione, che spazia dalla prosa d’autore alla proposta comica, dal jazz alla musica sinfonica e pop, fino alla danza contemporanea. Poi, di per sé, il Teatro Salieri ha una storia gloriosa e ha una collocazione strategica anche a livello geografico, che le consente di attrarre spettatori da ben cinque territori (oltre a Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Mantova). Non ultimo, abbiamo condotto tanti progetti per le scuole, al fine di formare il pubblico del domani. Il Salieri è davvero diventata la casa di tutti.
Progetti per il 2025?
Fiore all’occhiello sarà la programmazione in occasione del bicentenario della morte di Antonio Salieri, che cade il 7 maggio. A metà febbraio riveleremo i dettagli. Oltre agli spettacoli dedicati alla ricorrenza saranno presentati altri percorsi con le scuole e gli eventi autunnali. Certamente il 2025 sarà nel segno del grande compositore di Legnago.
E per il Macerata Opera Festival cosa ha in mente?
Al momento non posso dire molto, in quanto siamo in fase di passaggio di consegne. Posso solo assicurare che questa nomina come direttore artistico mi riempie di orgoglio e mi stimola parecchio proprio perché prima di mettermi alla guida di varie istituzioni culturali sono stato a tutti gli effetti un artista del mondo lirico. Macerata è una capitale dell’Opera e lo Sferisterio è uno spazio unico al mondo, con delle caratteristiche architettoniche peculiari che lo rendono estremamente affascinante e di grande ispirazione per scenografi e registi. È dunque, per me, un’occasione prestigiosa, che mi consentirà di disegnare un nuovo passo, una nuova programmazione. E che mi riempie di entusiasmo e di creatività. Qualche idea c’è già.