Grandi e piccoli film da vedere e condividere

Hamnet – Nel nome del figlio
Regia: Chloé Zhao
Durata: 125’
Interpreti: Jessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn
Uscita in sala: 5 febbraio 2026
Il film, che ha ricevuto 6 candidature ai Golden Globes, racconta la storia mai rivelata e la perdita che ha ispirato la creazione del capolavoro senza tempo di Shakespeare, Amleto, narrata dal punto di vista della moglie del grande poeta inglese, Agnes.
Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso il suo sguardo sensibile e penetrante che assistiamo alla frattura che si apre nella famiglia, al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata, e che permetterà a Shakespeare di utilizzare la tragedia personale come fonte d’ispirazione per la composizione di uno dei suoi capolavori letterari.

Cime tempestose
Regia: Emerald Fennell
Durata: 136’
Interpreti: Jacob Elordi, Margot Robbie, Hong Chau, Alison Oliver
Uscita in sala: 19 febbraio 2026
Un’audace e originale reinterpretazione di una delle più grandi storie d’amore della letteratura, tratta dal romanzo di Emily Brontë. Ambientato tra le fredde, selvagge e malinconiche brughiere dello Yorkshire, il film segue l’intenso legame tra Heathcliff, orfano dal passato misterioso, e Catherine Earnshaw, ribelle erede del maniero di famiglia. Fin da giovani, i due crescono animati da un sentimento viscerale, magnetico e inarrestabile, che sfida le convenzioni sociali e l’ostilità di chi li circonda. La loro passione, però, non è destinata a trovare pace: ciò che nasce come un amore assoluto si trasforma gradualmente in un’ossessione che divora tutto, generando gelosie, vendette e tradimenti capaci di segnare le loro vite in modo indelebile.

Dead man’s wire
Regia: Gus Van Sant
Durata: 105’
Interpreti: Janel Tsai, Ma Shih-yuan, Nina Yeh, Brando Huang, Alvin Lin Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo, Al Pacino
Uscita in sala: 19 febbraio 2026
Tratto da una storia vera avvenuta l’8 febbraio 1977 a Indianapolis, il lungometraggio ha come protagonista Anthony Kiritsis, che prese in ostaggio Richard O. Hall, presidente di una banca locale, perché, secondo Anthony, Richard aveva dissuaso tutti i potenziali investitori affinché la banca potesse impadronirsi di un suo terreno. Hall viene sequestrato nella casa del rapitore, con un fucile collegato a un “dead man’s wire”, un cavo teso dal grilletto al collo dell’ostaggio che, se sfiorato, lo ucciderebbe all’istante.
Le richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e, soprattutto, scuse personali… Richard cederà alle insolite richieste o sarà rilasciato da Anthony, pressato dalla polizia, dai media locali e dall’intera nazione?

Il gioco dei ricordi
Regia: Sara Brigo, Michela Rainaldi
Durata: 10’
Interpreti: Titania Bracaglia, Flavia Di Stante, Samuele Perciballi, Giulia Corbisiero, Valentino Junior Raponi
Disponibile su: believeplay.tv
Il cortometraggio ha come protagonisti cinque giovani, Elia, Giada, Camilla, Mattia e Martina, che trascorrono un pomeriggio come tanti giocando ai Quattro Cantoni. La spensieratezza si interrompe quando qualcuno dice: «È solo un gioco». Una frase semplice, ma che apre una crepa. Da lì, una presenza invisibile sembra risvegliarsi e inserirsi nella partita. Ogni scatto e ogni scambio di posto diventano un passaggio dentro i ricordi degli altri: momenti di felicità intensa, paure mai dette, fragilità che nessuno aveva mostrato.
Le registe Michela Rainaldi e Sara Brigo scelgono i Quattro Cantoni come metafora perfetta: un gioco che rivela perché chi resta al centro è esposto, vulnerabile, osservato con uno sguardo più profondo e intimo. Attraverso questo spazio sospeso, il film mostra come ognuno conviva con lati luminosi e zone d’ombra, ricordandoci quanto sia facile ferire e quanto poco conosciamo davvero chi abbiamo davanti: le parole, suggerisce il corto, possono lasciare segni più profondi della violenza.
Il montaggio, costruito su frammenti e passaggi emotivi, accompagna lo spettatore nell’esperienza interiore dei ragazzi, trasformando il gioco in un viaggio condiviso. Vincitore del Premio Speciale ADCOM all’ottava edizione del Believe Film Festival, Il gioco dei ricordi invita a guardare gli altri con maggiore delicatezza e a riconoscere la ricchezza, spesso nascosta, delle emozioni che ciascuno porta con sé.