Grandi e piccoli film da vedere e condividere

La stanza accanto
Regia: Pedro Almodóvar
Durata: 107’
Interpreti: Tilda Swinton, Julianne Moore, John Turturro, Alessandro Nivola, Juan Diego Botto
Uscita in sala: 5 dicembre 2024
he room next door, vincitore del Leone d’oro all’ultima mostra del cinema di Venezia, racconta della storia tra Ingrid e Martha, care amiche da giovani, quando lavoravano per la stessa rivista. Ingrid è poi diventata una scrittrice di romanzi semi autobiografici mentre Martha è una reporter di guerra e, come spesso accade nella vita, si sono perse di vista. Non si sentono ormai da anni quando si rivedono in una circostanza estrema ma stranamente dolce.
Con accuratezza e rigore Pedro Almodóvar, regista di capolavori come La pelle che abito e Tutto su mia madre, orchestra un dramma da camera al quale è impossibile restare indifferenti. Senza trucchi o particolari, ci parla della paura di morire e di soffrire che accomuna ogni essere umano. Sono sufficienti le performance attoriali di Tilda Swinton e Julianne Moore per precipitarsi a vedere The Room Next Door quando uscirà nelle sale cinematografiche. La pellicola si regge tutta sulle loro possenti spalle. I dialoghi tra le due star, così come la loro mimica, la loro postura sono eseguiti in modo ottimo. Tra reminiscenze delle notti selvagge nella New York degli anni Ottanta, la tragedia della guerra in Bosnia e il ricordo di un amore tra due carmelitani nella Baghdad abbandonata dalla Croce Rossa e dalle ONG, il film ha eleganza e mistero di un quadro di Hopper. E come sovente accade sono i capolavori senza tempo a indicarci la via. È infine da sottolineare lo studio del colore e dei costumi che è stato portato avanti dallo stesso regista, così come la pulizia quasi “maniacale” della ripresa.

The beast
Regia: Bertrand Bonello
Durata:146’
Interpreti: Léa Seydoux, George MacKay
Uscita in sala: 21 novembre 2024
Il film, presentato in concorso all’80a mostra del cinema di Venezia, è ambientato in un futuro prossimo, in cui regna suprema l’intelligenza artificiale: le emozioni umane sono ormai considerate una minaccia. Per liberarsene, Gabrielle deve purificare il suo DNA: con il freudiano scopo di ritrovare e risolvere l’origine delle proprie angosce, si immerge in vite precedenti, dove incontra Louis, suo grande amore. Ma la donna è vinta dalla paura, e avverte un presagio che la catastrofe è vicina. L’alchimia tra i due attori principali funziona efficientemente, con Lèa Seydoux che deve interpretare lo stesso personaggio in tre segmenti temporali diversi: nella Parigi del 1910, nel 2014 a Los Angeles e infine nell’anno 2044; sono scenari psico-sociali diversi, restituiscono però l’unitarietà inattaccabile di un elemento catastrofico e mortalmente vivo. La bestia – che dà il titolo al film – è tutto ciò che porta altrove e conduce al desiderio di assoluto che è il motore del senso e dell’amore; la bestia è ciò che di più sgradevole accade nel vivere ed è, per questo, ciò che è più necessario.
The beast è un monito verso il futuro distopico in cui potrebbe portarci l’intelligenza artificiale, ma è anche – e soprattutto – una storia d’amore attraverso i secoli.

Anora
Regia : Sean Baker
Durata : 139’
Interpreti : Mikey Madison, Mark Eydelshteyn, Yura Borisov, Vache Tovmasyan, Karren Karagulian, Paul Weissman
Uscita in sala : 7 novembre 2024
Anora, il nome del personaggio che dà titolo al film, è una giovane americana di origine russa esperta in lap dance che porta i clienti nei privè offrendo loro servizi extra a pagamento. Un giorno conosce Ivan, figlio unico di un oligarca russo che per inesperienza e la fomentazione del momento, si lascia ammaliare dalla bellezza e sensualità della ragazza. Le cose fra i due ragazzi vanno così bene che decidono di sposarsi a Las Vegas. Ma i genitori di lui non sono affatto d’accordo, e mandano una piccola “squadra di intervento” a recuperare il figlio e ad annullare il matrimonio. Vincitore “a sorpresa” della palma d’oro a Cannes su altri capolavori come Megalopolis, The substance o Kinds of Kindness, il film si presenta come il capolavoro del regista Sean Baker che, con un lavoro magistrale, presenta i suoi personaggi con fare realistico e onesto. Un’onestà resa ancora migliore dall’ottima interpretazione dei due protagonisti Mikey Madison e Mark Eydelshteyn, con un alchimia tra i due notevole, nonostante sia il loro primo lavoro assieme.
La commedia si trasforma verso la fine in un film tenerissimo e sentimentale, nel quale Anora, inizialmente vista come desiderio di tutti, al fine di tenersela vicina e controllarla, diventa e viene trattata definitivamente come ciò che è veramente è, cioè una ragazza. La sua è una rivendicazione personale del suo essere femminile, di sé stessa e della propria personalità. Oltre al potere del suo corpo, usa la sua forza mentale, la sua autodeterminazione, per zittire e togliere un patriarcato che tenta di bloccarla, metterla in un angolo. Un patriarcato vuoto, superficiale, egoista e viziato.

22
Regia: Federico Giovanni Sardi De Letto
Durata: 16’
Interpreti: Federico Giovanni Sardi De Letto, Romano Talevi, Elisabetta De Vito, Michele “Pall” Medugno, Eleonora Sardi de Letto
Disponibile su: believeplay.tv
2, vincitore della Selezione Ufficiale alla Settima Edizione del Believe Film Festival (il Believe Film Festival è il primo Festival dei Giovani per i Giovani, aperto a registi di tutta Italia tra i 14 e i 24 anni e si è svolto a Verona tra il 24 e il 27 ottobre u. s.) è un corto che vale la pena vedere, in cui si alternano momenti divertenti e umoristici a momenti riflessivi e emozionanti; 22 risulta essere anche l’opera prima del giovane regista romano.
Il cortometraggio parla della giornata particolare di un ventiduenne, tra affetti familiari, lutti non elaborati e velleità rivoluzionarie. Al debutto dietro la cinepresa, il regista romano Federico Giovanni Sardi De Letto dimostra di avere grandi capacità, con notevoli zoom in primo piano sui personaggi per mostrare le loro emozioni. Partito con tono umoristico (attraverso le voci dell’amico del protagonista), il corto si trasforma poi in un commovente racconto, nel quale il protagonista, dopo aver gettato al vento le ceneri del suo gatto Ginger, va a trovare dopo undici anni il padre defunto. Il filmato finale, nel quale si vede lo stesso regista da piccolo mano a mano con il padre, è molto emozionante. Egli afferma che già in scrittura era presente una scena di repertorio, ma il filmato che aveva in mente non fu mai trovata; la breve clip che è presente nel corto è stata trovata in un secondo momento nell’archivio filmico di famiglia. Inoltre, il regista dichiara che la sua volontà è stata quella di narrare il piccolo mondo che lo circonda e di far nascere qualcosa di autentico e poetico nel coniugare realtà e finzione.
Vai al sito believeplay.tv per vedere il cortometraggio. È necessaria la registrazione gratuita.