Scalare – sia pur idealmente – le più alte vette alpine e dolomitiche d’Italia, fino ai ghiacciai di alcune rinomate località; scoprire le varietà esotiche delle foreste pluviali e come si è formata la vita sul pianeta Terra. Un luogo che affascina adulti e bambini, stimolando anche l’immaginazione, il Muse (Museo delle Scienze) di Trento, che oltre a sezioni dedicate alle novità del momento, si conferma un ricco scrigno di percorsi espositivi permanenti.
Tra i viaggi dentro la natura, la biodiversità ovvero la tecnologia, da pianificare per questa primavera, ad esempio, ci sono quello denominato Storia della vita, al piano -1 dell’avanguardistico edificio progettato da Renzo Piano, il quale ingloba dall’esposizione dei fossili ai grandi acquari, alle videoinstallazioni e panel volti a illustrare l’architettura del Dna umano.
Sullo stesso livello, anche il Muse Agorà, uno speciale spazio aperto alla comunità, dove dialogare, confrontarsi, progettare in maniera condivisa nuovi futuri. Specie se hanno a cuore tutela dell’ambiente ed ecologia sociale.
Al piano terra del museo proprio di recente è stato inaugurato un bosco sensoriale chiamato Maxi Ooh! per bambini fino ai 5 anni, dove si può scoprire il susseguirsi delle stagioni e vivere il ritmo naturale del giorno e della notte. Tane misteriose, ponti, ruscelli, foglie che germogliano, crescono e si staccano, funghi che “scoppiano”, rilasciando spore nell’aria, tronchi che custodiscono piccoli mondi segreti. E subito accanto, per i più grandicelli, una Palestra della Scienza, ove sperimentare le leggi fisiche e matematiche attraverso divertenti postazioni interattive.

Salendo di un piano si arriva al Muse FabLab, laboratorio digitale con laser cutter, stampanti in 3D e altre nuove tecnologie moderne, tutte da provare. Proprio qui, nelle date del 21 marzo e del 18 aprile, sarà possibile partecipare a un workshop dedicato, intitolato Maker’s Nights, per condividere idee e progetti con una community di persone appassionate, e realizzare progetti personali con esperti di fabbricazione digitale (target ideale: dai 18 anni in su).
Il resto dell’edificio è tutto da scoprire. Inesauribile anche la proposta di mostre e attività temporanee. Ne segnaliamo qualcuna. Fino all’11 gennaio 2026, il Muse ospiterà “Mangiare con le orecchie…e con la testa – Food Sound. Il suono nascosto del cibo”, un percorso inedito che esplora il legame tra suono, neuroscienze e scelte alimentari, per vivere in prima persona l’esperienza del cibo con tutti i propri sensi.
Prenotabile fino al 2 novembre di quest’anno, invece, è il progetto Muse Agorà – Ghiacciai, dedicato all’Anno Internazionale per la conservazione dei ghiacciai. Protagonisti gli ecosistemi e le sfide che stanno affrontando a causa del cambiamento climatico, raccontati in un apposito allestimento arricchito da una suggestiva video-installazione che documenta la fusione estiva del ghiacciaio di Lares, nel massiccio dell’Adamello.
Grande attenzione è dedicata all’inclusione e accessibilità anche con giornate dedicate come quella del 10 marzo e del 7 aprile, in cui sarà possibile partecipare alle visite tattili, una serie di attività per l’infanzia e azioni educative costruite su misura per chi necessita di visitare le sale espositive in tranquillità e fare un percorso alternativo assieme alla persona accompagnatrice.