Una camminata per riscoprire il nostro territorio.
Esiste un modo per vivere il turismo in modo lento e sostenibile? Sicuramente rivalutare le bellezze del territorio veronese, anche sotto casa, può essere un buon metodo.
Le giornate di fine estate, rientrati dalle vacanze fuori porta, si rivelano un buon momento per godersi il territorio, esplorandolo in modo lento e apprezzando il piacere di una camminata nella natura.
Forse molti non sanno che il territorio veronese e la Lessinia ospita un importante percorso di trekking, alla portata di tutti, che unisce il Nord Europa con l’Italia. È il Sentiero Europeo E5.
Ma cosa sono i Sentieri Europei?
Nati per promuovere lo scambio culturale tra i popoli attraverso la condivisione di trekking che attraversano le bellezze dei territori, sono una rete di sentieri che collegano l’Europa da Capo Nord a Creta, dalle coste dell’Atlantico ai Carpazi fino al Mar Nero passando per sentieri nazionali e regionali esistenti.
Ad oggi esistono 12 Sentieri Europei la cui gestione è affidata alla European Ramblers Association (ERA), l’associazione dei camminatori europei.
Cos’è il Sentiero Europeo E5?
Il Sentiero Europeo E5 è un sentiero a lunga percorrenza che da Pointe du Raz, nella costa dell’Atlantico in Bretagna (Francia) attraversa le Alpi passando per Svizzera, Germania, Austria e raggiunge l’Italia a Venezia. Il percorso attualmente termina a Verona, per un totale di circa 3050 km.
La parte più comunemente percorsa è quella che dal lago di Costanza raggiunge Verona: un percorso di 600 km per il quale sono mediamente necessari per un buon camminatore circa 30 giorni di cammino. Tale tratto fu definito dal tedesco Hans Schmidt e realizzato dalla Federazione Europea Escursionismo (FIE), che lo inaugurò il 2 luglio 1972.
Nel territorio veronese sono possibili vari percorsi, senza dover affrontare una maratona di chilometri. Mediamente si possono identificare tratte da una decina di chilometri alla portata di molti.
Il tragitto complessivo parte da Avesa risalendo la Val Borago fino a Montecchio, poi prosegue sul crinale fino a Schioppo, scende al Ponte di Veja e al Ponte Basasenoci, risale fino a Erbezzo e si inoltra nel Vajo dell’Anguilla per sbucare a Maregge. Da questa contrada sopra Bosco Chiesanuova il sentiero si snoda nell’Alta Lessinia fino a Malga Parparo di sopra, scende a Giazza lungo la strada delle Gosse e risale il vallone di Campobrun fino al rifugio Scalorbi.
Proposta di percorso per esplorare la parte alta del tratto veronese, la Lessinia.
Si parte dal parcheggio sotto Malga Parparo per poi attraversare la fitta Foresta delle Gosse, una delle zone più suggestive del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Seguendo in salita la strada comunale che supera gli edifici di malga, si devia poi a destra in discesa lungo il sentiero europeo E5, che si inoltra nel cuore della foresta di faggio.
Prima del paese di Giazza, nei pressi di una radura si devia seguendo le indicazioni per il rifugio Lausen, raggiungendo la dorsale alla panoramica Croce dei Norderi. Il ritorno avviene lungo il tratto terminale dell’antica “Via Cara”, storico percorso di transumanza che dalla pianura risaliva fino all’altopiano alla Croce del Parparo.
L’itinerario, di circa 7 chilometri, è percorribile in tutte le stagioni, ha un tempo di percorrenza di 2 ore e mezza con dislivello limitato (275 metri) adatto a tutti e si sviluppa prevalentemente su strade forestali e di accesso alle malghe e su sentieri segnalati. Si può inoltre percorrere a piedi, in mountain bike e a cavallo.