Tra umanità e scoperta

di Ilaria Savoia

La 10° edizione del Verona Mountain Film Festival.

Dal 25 al 29 maggio presso la Gran Guardia in Piazza Bra ritorna il Verona Mountain Film Festival, rassegna cinematografica organizzata dalla sezione di Verona del club Alpino Italiano dove protagonisti sono l’alpinismo, l’arrampicata e l’esplorazione.

Durante le sue cinque serate in parallelo al concorso cinematografico internazionale saranno presenti anche fotografie ed incontri. Ben 92 i film iscritti a questa edizione e provenienti da 12 nazioni; di questi i film proiettati alle serate saranno 9. Riguardo le fotografie saranno 30 gli scatti, per gli incontri sono previsti dei talk collaterali alle proiezioni.

Per cominciare tempo di brindisi presso le Cantine Di Verona alla serata inaugurale di lunedì 25 maggio con il Coro Scaligero dell’Alpe del Cai di Verona, a seguire la proiezione dei primi film in concorso.

Il primo è Odyssea borealis – L’ignoto esiste ancora di Alessandro Beltrame, qui protagonisti quattro esploratori moderni che scalano l’incontaminata e temibile parete ghiacciata del monte Droneren in Groenlandia.

Secondo film in concorso è Montserrat, Integral 107 di Biel Macià, dove l’obiettivo di due scalatori è attraversare il massiccio di Montserrat tracciando una linea in grado di unire tutte le cime di questa catena montuosa. Un’avventura di certo non adatta a chi soffre di vertigini.

Martedì 26 segue la proiezione di Supermaratona di Federico Vitali, l’epica impresa sportiva dell’alpinista Hervé Barmasse pronto ad affrontare la Maratona dles Dolomites di 285 km e 8.500 metri di dislivello. Un autentico viaggio interiore fatto di fatica e scoperta nel cuore delle Dolomiti.

Ci spostiamo sull’Himalaya per il quarto film in concorso: Sophie Lavaud – L’ultima cima, di Francois Damilano. Qui protagonisti i giganti dell’Himalaya, le quattordici vette di 8.000 metri d’altitudine dove l’aria rarefatta rende estrema la sopravvivenza. Di queste vette Sophie Lavaud ne ha già scalate 13, suo obiettivo ora è quello di concludere il cerchio con l’ultimo gigante nella prossima spedizione di 40 giorni.

Mercoledì 27 maggio spazio alla proiezione di Solidi di Chiara Guglielmina, documentario sulla vita dell’anziana Kinsang e la sua vita passata nella valle dell’Arun in Nepal, una visione che apre al contesto delle comunità rurali e al rispetto del territorio. Alla serata sarà presente per un talk anche l’associazione Cuore Attivo Monterosa, associazione che si dedica a progetti di sviluppo e solidarietà per gli ambienti montani.

Di sfide ancora più complesse si parla in Kibo Hut, un ragazzo alle falde del cambiamento, film di Paola Nessi che vede protagonista il quattordicenne Luigi degli Occhi, ragazzo con disturbo dello spettro autistico. L’impresa è quella intrapresa a gennaio 2025, dove Luigi ha affrontato la salita del Monte Kilimangiaro.

Dopo mesi di duro allenamento, fondamentale è stato il rapporto con i suoi accompagnatori: il fotografo Alberto Locatelli e Massimo Mangnocavallo, presidente dell’associazione i Supersportivi di Milano, un’associazione che verte a rendere lo sport uno strumento abilitativo per ragazzi con disturbi motori e cognitivi.

Un rapporto fatto di fiducia ed ascolto emotivo, dove i confini da superare vanno oltre le distanze fisiche.

A raccontare invece un’impresa storica è il film di Gianluca Mazzini e Fabrizio Boni K2 la gloria e il segreto dove protagonista è la missione del geologo e paleontologo di Ardito Desio che il 31 luglio 1954 raggiunse la vetta del k2. “Era come andare sulla Luna” questo uno dei commenti degli alpinisti e scalatori che facevano parte della spedizione italiana che rappresenta tutt’oggi una vittoria sportiva e scientifica per l’Italia intera. A 70 anni dal suo compimento questo docufilm, riporta interviste esclusive dei componenti della celebre spedizione, immagini e girati unici sul materiale originale.

La penultima sera, giovedì 28 maggio, tempo di The headless horseman di Andy Collet, ambientato sempre in Himalaya, con le imprese dei due amici ed alpinisti Charles Dubouloz e Symon Welfringer che inaspettatamente si trovano a scalare la montagna Gyachung Kang, una vetta 48 metri più bassa rispetto ai famosi giganti ma altrettanto temibile e ricca di sorprese. Qui vera protagonista l’amicizia che lega i due alpinisti oltre alla loro voglia di scoprire insieme l’ignoto.

Parla invece di fiumi il film Grand Canyon di Pavol Barabas pronto a raccontare le imprese di grandi fiumi: dal Brahmaputra al Karnali e il Colorado. Fiumi che affascinano gli appassionati di rafting e capaci di svelare antichi misteri.

Per concludere la serata del 29 sarà dedicata alla proiezione del film fuori concorso The quest Everest di e con Alex Harz. Un documentario che mostra l’impresa di Harz per la scalata della vetta più alta del mondo ma prima ancora di questa il suo rapporto con la cultura locale, in questo caso a Katmandu capitale del Nepal. Qui il protagonista si immerge nel quotidiano della gente, visita templi, comprende il contesto. Un’impresa rilevante non solo dal punto di vista sportivo ma anche umano.

Per l’ultima sera oltre alla premiazione del concorso cinematografico e di quello fotografico è previsto l’incontro con Angiolino Tomasi, esploratore di luoghi unici ed affascinanti che parlerà della sua prossima avventura in Antartide.

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