Torna anche quest’anno il Premio Masi, alla sua 43 edizione

di Miriam Cetti

Appuntamento il 25 ottobre in Valpolicella per celebrare “la Bellezza come strumento di ispirazione e miglioramento per tutte le generazioni, in Veneto e nel mondo”

Uno degli eventi culturali più importanti e attesi dalla nostra città nel mese di ottobre è certamente il premio Masi, che da più di quarant’anni premia le eccellenze della nostra terra, il Veneto, che si sono distinte portando in tutto il mondo il loro sapere ed elevando i valori del nostro territorio.

Era la fine degli anni Settanta quando tre amici, Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, lo scrittore Cesare Marchi e il giornalista Giovanni Vicentini, riflettevano sull’identità regionale e sui valori fondamentali della nostra terra. Ed è proprio da quella chiacchierata che nel 1981 prende forma il Premio Masi, nella sua prima edizione, con il riconoscimento alla Civiltà Veneta conferito a personaggi originari delle Venezie che si sono distinti nei campi della letteratura, dell’arte, del giornalismo, della scienza, dello spettacolo e dell’economia, e che con la loro opera hanno promosso e valorizzato le capacità della gente veneta nei più vasti campi dell’attività umana, facendosi portatori dei valori fondamentali di questa terra.

Nel corso degli anni, a questo importante riconoscimento, assegnato a tre personalità venete per nascita, famiglia o adozione, se ne sono aggiunti altri due di respiro internazionale. Dall’amore e l’attenzione per la cultura e produzione del vino, che rappresentano caratteri peculiari del territorio veneto, nasce Il Premio Masi Internazionale Civiltà del Vino che rivolgendosi al mondo della vitivinicoltura internazionale premia le personalità che più hanno contribuito ad esaltare l’antica cultura della vite.

Riservato a personaggi che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura, solidarietà e progresso civile nel mondo è il Premio Internazionale Grosso d’Oro Veneziano che ispirandosi ai lunghi secoli di pace e di prosperità della Repubblica Serenissima consegna come premio simbolico la prima moneta d’argento coniata a Venezia alla fine del Trecento.

Quest’anno per la 43° edizione il tema è “Il circolo virtuoso della Bellezza”, che sottolinea la ricerca dell’armonia e dell’umanesimo come contrappunto all’estrema e asettica forma della specializzazione e settorializzazione estreme in un mondo sempre più tecnologico. “La Bellezza non è solo estetica, ma valore civico fondamentale che ci unisce e ci aiuta a mantenere viva la nostra umanità di fronte alle sfide del progresso” afferma la Presidente della Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti.

Per questo il Premio Civiltà Veneta viene attribuito all’imprenditore triestino Riccardo Illy “in riconoscimento del suo apporto all’eccellenza del prodotto Illy e alla rinomanza globale del marchio nel binomio Buono e Bello”; allo scultore vicentino Arcangelo Sassolino “in riconoscimento della sua ricerca e della conseguente opera legata a filo doppio al Bello artistico espresso dalla materia e i suoi fenomeni, dalle meccaniche e tecnologie” e all’attivista ambientalista e scrittrice Sara Segantin, originaria della provincia di Trento, “per l’impegno, le pubblicazioni e le collaborazioni che collocano lei e la sua opera in una dimensione di incanto per il Bello e il Buono della natura, con attenzione alla sostenibilità e alla ‘giustizia climatica’ necessaria alla sua conservazione.”
Il Premio Internazionale Civiltà del Vino va a Donatella Cinelli Colombini, produttrice toscana e pioniera nel promuovere movimenti culturali vitivinicoli grazie “alla sua pluriennale attività di produttrice e alla sua sensibilità femminile a favore dell’ambiente e del vino” come dichiara il Vicepresidente della Fondazione e Presidente di Masi, Sandro Boscaini.

Infine, il Grosso D’Oro Veneziano è conferito all’Opera Don Calabria, ‘multinazionale del bene’ nata a Verona, oggi attiva nei 5 continenti. Commenta Marco Vigevani, Segretario della Fondazione Masi: “In tempi sfregiati da tante tragedie e brutture, ed appesi a fragili speranze, il Premio Masi si contrappone con il suo impegno nel celebrare coloro che, attraverso la loro opera, contribuiscono a un mondo più bello, armonioso e coeso. Il Grosso D’Oro Veneziano, in particolare, riconosce le organizzazioni che, come l’Opera Don Calabria, trasformano le difficoltà in opportunità per il bene comune, si dedicano alla solidarietà e alla cooperazione dimostrando come sia possibile superare le sfide contemporanee e promuovere un futuro più giusto e inclusivo per tutti”.

La cerimonia di premiazione, da sempre nel periodo simbolico della vendemmia, prevede la suggestiva firma da parte dei premiati sulla Botte di Amarone presso le storiche cantine Masi, per poi proseguire con un momento di riflessione e confronto nel nuovo complesso polifunzionale Monteleone21 a Gargagnago di Valpolicella, attualmente in fase di completamento. L’evento il 25 ottobre sarà poi trasmesso su TeleArena in prima serata il 27 ottobre.

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