Spazio Meucci: tra arte e incontro

di Ilaria Savoia

Pubbliredazionale

Un atelier creativo che mette in comunicazione.

Matteo Righetti è un creativo, Andrea Padovani un artista, dal loro comune sentire è nata questa idea, quella di Spazio Meucci, un ambiente polifunzionale creativo dove artisti, professionisti, persone, eventi e sinergia territoriale convergono in unico luogo dalla forte organicità. Un ambiente destinato a portare «esperienza, possibilità ed autentica condivisione».

Spazio Meucci diviene luogo di costante aggiornamento artistico, un vero e proprio atelier dove le opere di un artista emergente vengono esposte mostrandone anche il processo artistico perché: «spesso dai social si ha la possibilità di vedere un’opera d’arte ma non di viverla, si perde di vista il processo creativo dell’artista» dichiarano Matteo e Andrea.

Con Spazio Meucci l’idea cambia, ecco che l’artista ha la possibilità di esporre i propri lavori in uno spazio dedicato, dove può creare e tessere relazioni. «Il discorso dell’atelier passa da una concezione diversa di galleria: la galleria ha una funzione espositiva invece per atelier si intende un laboratorio dove si crea. La cosa interessante è avere un atelier e una parte espositiva in modo che l’artista possa dipingere e abbia lo spazio per lavorare e creare, ma allo stesso tempo uno spazio accogliente per chi viene a vedere. Uno spazio creativo che stimola e incide sullo stesso lavoro dell’artista – afferma Andrea, proseguendo – la cosa interessante è poter vedere l’artista in opera, questa è una parte fondamentale, vedere il processo creativo, conoscere l’artista è sicuramente interessante».

Spazio Meucci diviene un luogo dove aumentare il proprio creativo, l’artista ha modo non solo di esporre, ma anche mostrare come lavora. Uno spazio che non si limita e prevede anche workshop con professionisti dal forte respiro internazionale. «Il lavoro di un artista sarà temporaneamente esposto, con relativo allestimento ed evento per presentarlo» afferma Matteo.

Grazie alla presenza di docenti delle Accademie e professionisti del settore, che contribuiscono alla crescita dell’atelier e a far conoscere nuovi talenti, Spazio Meucci diviene un sostegno: «il nostro intento è dare una mano agli artisti ad emergere con l’obiettivo magari di farli entrare in qualche galleria d’arte. Vogliamo andare a colmare quel buco che c’è tra chi sta crescendo e le gallerie creando collaborazione con le stesse». Spazio Meucci diviene quindi il tramite con cui artista e galleria entrano in contatto.

Le altre aree di Spazio Meucci sono fondamentali per la sua organicità: dalla sala di posa attrezzata, all’ambiente coworking, fino alla sala meeting dove si possono svolgere workshop e corsi; ambienti affittabili da aziende e professionisti del settore che a loro volta possono collaborare con lo spazio. Anche il lounge-bar diviene occasione di incontro: in quest’area saranno organizzati aperitivi, eventi, un punto di ritrovo tra professionismo e socialità accessibile: «le mostre sono occasione di incontro, lo scopo è quello di far ricominciare le persone ma soprattutto i giovani a vivere l’arte in prima persona.
Vogliamo che chi varca la nostra soglia lasci le foto alle spalle e torni a guardare le opere negli occhi, perché solo dal vivo l’arte svela la sua essenza».
Come Antonio Meucci, primo inventore del telefono, Spazio Meucci, si fa portavoce di invenzione e comunicazione. Una comunicazione nuova, fatta di arte e incontro.

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