A Castelvecchio Bernardo Bellotto e la pittura del Sei e Settecento.
Il Museo di Castelvecchio di Verona accoglie una nuova e affascinante esposizione dal titolo Sguardi su Verona: Bernardo Bellotto e la pittura del Sei e Settecento nelle sale di Castelvecchio, un progetto che ci porta a scoprire alcune delle più importanti opere d’arte legate proprio alla nostra città nel corso dei secoli XVII e XVIII.
Questa mostra, pensata in vista delle celebrazioni per il Centenario del Museo che si celebrerà nel 2026, rappresenta un’occasione unica per entrare in contatto con una parte fondamentale della storia artistica veronese, raccontata attraverso il genio di grandi maestri e capolavori poco noti. L’evento si concentra soprattutto sulle opere del Seicento e del Settecento, epoche di grande fermento per la città di Verona, che si riflettono in dipinti, restauri e allestimenti inediti.
Il progetto coincide con il riallestimento del segmento conclusivo della Galleria dei Dipinti ed è curato da Francesca Rossi, Luca Fabbri e Andrea Tomezzoli, con la collaborazione di Giulia Vendrametto.
Fulcro e cuore della mostra è la straordinaria Veduta di Verona con Castelvecchio e il ponte scaligero da monte dell’Adige di Bernardo Bellotto, concessa in prestito da Fondazione Cariverona e visibile per l’intero anno del Centenario. Si tratta dell’unica veduta veronese dell’artista veneziano conservata in Italia: un’opera di eccezionale valore documentario e simbolico, che restituisce un’immagine riconoscibile e condivisa della nostra città.
«Inserita nel rinnovato percorso dedicato al Sei e Settecento, l’opera dialoga con il riallestimento delle sale e restituisce al pubblico un’immagine identitaria e condivisa di Verona» sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini.

Il Sei e Settecento a Verona
Attorno a Bellotto si sviluppa un racconto ampio e articolato sulla pittura tra Sei e Settecento. Il percorso si apre con il Seicento veronese, segnato dall’ingresso in collezione della Sacra Famiglia con Santa Caterina d’Alessandria di Felice Brusasorci, opera finora mai esposta nel museo. Seguono le sale dedicate ad Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti, riuniti per la prima volta in modo organico: la cosiddetta “triade dei veronesi”, attiva a Roma nei primi decenni del secolo, la cui vicinanza permette di cogliere affinità stilistiche, scambi e influenze comuni.
Il percorso prosegue con opere che testimoniano l’apertura del collezionismo veronese a maestri forestieri nella seconda metà del Seicento, in una città che lentamente prova a risollevarsi dopo la peste del 1630. Dipinti di Antonio Bellucci, Gian Giuseppe dal Sole, Mattia Preti, Giulio Carpioni e Sebastiano Ricci raccontano una stagione artistica vivace e cosmopolita, in cui Verona si dimostra attenta alle novità provenienti da Venezia, Bologna e Roma.
Ampio spazio è riservato al Settecento, secolo di grande splendore per la pittura veneta. Tra i capolavori esposti spicca l’Eliodoro e il sacerdote Onia di Giambattista Tiepolo, affiancato dalle opere dei veronesi Simone Brentana, Antonio Balestra e Giambettino Cignaroli, fondatore dell’Accademia di pittura cittadina. Accanto a loro dialogano i veneziani Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Antonio Diziani e Francesco Guardi, testimoni di un gusto sempre più attento alla vita quotidiana, al paesaggio e alla pittura di genere.
La mostra offre inoltre uno sguardo “dietro le quinte” del museo: in occasione del nuovo allestimento è stato avviato un programma di restauri, tra cui quello della Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre di Bernardo Strozzi, visibile al pubblico. Un’opportunità rara per osservare da vicino il lavoro dei restauratori e comprendere l’importanza della conservazione del patrimonio artistico.
Inaugurata il 19 dicembre, Sguardi su Verona, che sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027, rappresenta una meta perfetta da aggiungere ai luoghi da vedere in città in questo periodo di vacanza. Dopo una passeggiata tra i banchetti e le vie illuminate del centro, infatti, una visita a Castelvecchio può essere un appuntamento culturale che arricchisce l’esperienza delle feste e ci invita a riscoprire il legame profondo tra la città e il suo museo.
Una nuova webapp per scoprire le collezioni del Museo
Grazie alla collaborazione tra il Comune e l’Università degli Studi di Verona ad arricchire l’offerta digitale dei Musei Civici di Verona c’è una nuova webapp. Il progetto, realizzato tra il 2023 e il 2025 nell’ambito del PNRR iNEST, nasce per valorizzare il patrimonio artistico e culturale attraverso strumenti innovativi e accessibili.
La webapp è dedicata al Museo di Castelvecchio e permette di esplorare le opere e l’allestimento di Carlo Scarpa tramite QR code e contenuti in italiano e inglese. Per alcune opere è disponibile anche la realtà aumentata, che rende la visita più interattiva e coinvolgente, in linea con i principi UNESCO di interpretazione del patrimonio.