Scavi Scaligeri, la rinascita dopo dieci anni

di Miriam Cetti

Fino al 2 giugno la mostra Winter games! secondo LIFE.

Il momento tanto atteso è arrivato: dopo un lungo silenzio durato dieci anni, uno dei luoghi più suggestivi di Verona, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri riapre le sue porte.
Una riapertura così importante non poteva che avvenire con un grande evento, fino al 2 giugno i suoi affascinanti spazi ospitano la mostra Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, un evento che intreccia la storia dello sport, la potenza della fotografia e l’immaginario condiviso di quasi mezzo secolo.

La riqualificazione degli Scavi Scaligeri è la restituzione alla città di uno spazio unico, dove archeologia e fotografia dialogano in modo naturale. Uno spazio che scoperto tra il 1981 e il 1983 e inaugurato nel 1996 con una mostra dedicata ai fotografi Peter e David Turnley, ha ospitato, d’allora, quasi esclusivamente esposizioni fotografiche diventando un punto di riferimento per gli appassionati.

E ora torna a essere protagonista della scena culturale internazionale.
«Con la mostra Winter games! – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini – l’Amministrazione comunale restituisce, finalmente, alla città di Verona gli Scavi Scaligeri. Questo spazio unico, dove l’architettura di Libero Cecchini valorizza l’area archeologica scoperta di Peter Hudson, — pioniere dell’archeologia urbana — torna a essere il polo di riferimento per la fotografia d’arte a Verona.»

L’esposizione: la magia della fotografia, la forza dello sport

La mostra, nata da un’idea di Giuseppe Ceroni e curata da Simone Azzoni, è promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici.
È un viaggio tra sport, società e trasformazioni culturali attraverso oltre cento immagini provenienti dagli archivi della celebre rivista LIFE, uno dei magazine più influenti del Novecento, fondato nel 1936 da Henry Luce.

© The Picture Collection LLC. Tutti i diritti riservati

Le fotografie, molte delle quali inedite, ci conducono dagli inverni degli anni Trenta ai primi anni Settanta. Grazie agli scatti di grandi maestri del fotogiornalismo come Alfred Eisenstaedt, George Silk, Ralph Crane e John Dominis, attraversiamo, infatti, alcune delle Olimpiadi invernali più significative del secolo: Garmisch-Partenkirchen 1936, Cortina d’Ampezzo 1956 e Sapporo 1972.
Sono immagini che oltre l’epica sportiva, raccontano il contesto sociale e culturale di quegli anni segnati da conflitti, ricostruzione, boom economico e tensioni geopolitiche.
Il percorso espositivo è organizzato infatti in sei sezioni tematiche – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936, Fun out of Life – che permettono diversi livelli di lettura.

La parola chiave è experienced, la cifra distintiva di LIFE, ovvero, vivere l’immagine e sentirsi dentro la scena: un modo rivoluzionario di intendere il fotogiornalismo, capace di unire rigore documentario e potenza narrativa.
E negli Scavi Scaligeri, questa esperienza si amplifica ulteriormente: il visitatore attraversa secoli di storia veronese mentre osserva il Novecento raccontato dalla fotografia, in un dialogo suggestivo tra passato remoto e memoria recente.

Foto dell’allestimento (ph Andrea Verzola)


Simone Azzoni, curatore della mostra, ci racconta: «La mostra Winter Games è un testo argomentativo che sviluppa alcuni punti che ritengo importanti: il ruolo del fotogiornalismo oggi a partire dal modello LIFE; il rapporto creativo che ha attraversato il Novecento, quello tra didascalia e immagine. Le didascalie sono testi prodotti dalla redazione di LIFE e spesso sono divergenti, ironici e contraddittori rispetto alle immagini che commentano.»
Un’occasione per riscoprire un luogo straordinario nel cuore di Verona e per lasciarsi guidare, attraverso le immagini di LIFE, dentro la storia e l’immaginario del Novecento.

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