Riscoprire il Monte Mamaor a Valeggio sul Mincio

di Giancarla Gallo

Grande successo a “Respira – Vita al Mamaor” l’evento di Cerchio di Kos.

Grande successo e partecipazione di pubblico il 18 e 19 ottobre all’evento “Respira – Vita al Mamaor” il progetto organizzato dal Cerchio di Kos per ridare vita ad un’area di natura incontaminata e far conoscere il parco con le sue diverse possibilità di utilizzo.

Nel percorso attorno al Monte Mamaor (che viene dal latino maior) erano presenti punti energetici con diverse suggestive installazioni: laboratori per le diverse età, arte, musica con i gong e campane tibetane in angoli e laghetti, pet therapy, fotografia, attività esperienziali, come yoga e meditazioni, ma anche incontri con esponenti di spicco nel campo dell’arte e della cultura.

Non da ultima ha avuto successo la gastronomia in un’ampia area bene attrezzata con la proposta dei gustosi tortellini di Valeggio, fatti a mano ed altre leccornie per la gioia anche dei numerosi bambini presenti. Interessanti la spirale, realizzata con teli bianchi e il labirinto con la voce che invitava ad un viaggio interiore alla scoperta di se stessi. Sono state due giornate intense, ad entrata libera, per il benessere sia fisico che interiore, a contatto con la natura di un luogo rimasto per un secolo abbandonato.

Il Monte Mamaor, che si estende per circa 77 ettari e conta un centinaio tra magazzini casematte ed edifici, è stato utilizzato dall’Esercito come polveriera e deposito di munizioni; dismesso nei primi anni del 2000 è stato poi acquisito dal comune di Valeggio nel 2018 con il federalismo demaniale.

Sono intervenuti Guido Grossi, divulgatore per una finanza orientata al bene comune, il professore dell’Università di Verona, Davide Gaeta, il medico Giovanni Frajese, la filosofa e antropologa della medicina Rossana Becarelli, il biologo Cesare Avesani. L’associazione promotrice Cerchio di Kos, che si è occupata negli ultimi mesi con una cinquantina di volontari provenienti anche dalle province vicine, di ripulire e sistemare i sentieri dell’ampia area collinare, opera in collaborazione con il comune di Valeggio, che con questa iniziativa presenta il suo biglietto da visita per la candidatura di Valeggio a Capitale Italiana della Cultura 2028, come ha sottolineato il sindaco Alessandro Gardoni.

L’iniziativa del 18 e 19 ottobre cade a distanza di circa sei anni dall’ultima apertura al pubblico. Il presidente dell’associazione il Cerchio di Kos, Carlo Nerozzi, nell’ottica di una rigenerazione dell’area per la cura della comunità anche magari di una terza età, parla di un “sogno”, quello di trasformare un’area con prospettive belliche in un’area di pace e mettere, quindi, al centro la Vita e l’Uomo.

Cosa meglio di una natura incontaminata? Nell’area ci sono prati e boschi, e percorsi per un totale di 10 chilometri, di cui 2 chilometri sono già stati puliti verso Corte Carollo, su cui hanno trovato luogo sette installazioni per consentire soste alle persone in visita: il percorso non a caso si chiama il Sentiero della Vita. Ogni installazione rappresenta una fase dell’esistenza umana, e nel percorso vi sono amache per il relax e musiche suonate da musicisti nascosti in mezzo alla vegetazione. Federico Signorelli è l’architetto, che ha curato questo percorso.

“Il Monte Mamaor è un luogo che appartiene alla memoria e all’identità di Valeggio” spiega il primo cittadino Alessandro Gardoni “oggi può diventare anche simbolo di rinascita e di futuro condiviso. Il Mamaor può essere un bene comune che racconta la capacità di Valeggio di rigenerarsi, partendo dalle proprie radici”.

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