Ridurre, riusare, riciclare

di Federica Clemente

in collaborazione con Amia

Il sacco nero dei rifiuti indifferenziati.

Effettuare in modo corretto la raccolta differenziata significa anche separare e scartare una parte di rifiuti che non sono riciclabili in nessun modo e che devono necessariamente essere conferiti in discarica.

Se andiamo ad analizzare cosa viene buttato nella raccolta del secco residuo a Verona, però, vediamo come non sia effettivamente residuo ma contenga una grande parte di rifiuti che potrebbero, e dovrebbero, essere differenziati nell’apposita raccolta: ecco quindi che troviamo un 8,5% di organico, un 11,7% di carta, quasi un 25% di tessili (che dovrebbero essere conferiti all’isola ecologica o, se in buono stato, nei contenitori stradali appositi per essere riusati da persone in difficoltà) tra tessili e tessili sanitaria (18,6%). E dato ancor più grave è il 33% di plastica a cui si aggiunge un quasi 2% (1,8) di metalli che andrebbero nel contenitore arancione.

Viene da chiedersi come questo sia ancora possibile, anche se un cambio nella tendenza inizia a percepirsi. Dai dati ufficialmente comunicati ad Arpav, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto e che saranno ufficializzati in autunno dall’Ente, la percentuale di raccolta differenziata a Verona è passata dal 53% del 2023 al 57% dello scorso anno, dimostrando come il lavoro quotidiano stia portando i suoi frutti, anche se la percentuale rimane ancora lontana dall’obiettivo finale.

È necessario dunque guardare con attenzione ai rifiuti di ogni giorno. Un’esigenza che risulta evidente anche dai numeri. Ogni veronese, in media, produce oltre 700 chili di rifiuti l’anno. Dieci anni fa erano anche di più, circa 840. Di questi, 500,68 sono i chili di indifferenziato pro capite, ma dovrebbero essere molti meno, a fronte dei 267,60 di materiale di scarto avviato al riciclo. La strada è lunga ma la rotta si sta invertendo e noi ne siamo tutti protagonisti. Uno dei punti dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione globale di portata e rilevanza senza precedenti, finalizzato a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità e la pace, adottato all’unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, infatti, sottolinea come sia fondamentale “ridurre, riusare, riciclare”.

Proprio per questo, è importante che ognuno di noi si impegni nel quotidiano partendo dalla produzione di rifiuto, cercando quindi di avere per prima cosa meno oggetti materiali e meno imballaggi, chiedendosi per esempio se ciò che a noi non serve più a qualcun altro può essere utile, se può rivivere in altra forma o se si può aggiustare, o solo infine riciclare.

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