Lo sappiamo tutti, con l’arrivo della primavera finisce il “letargo” di noi essere umani. Le giornate si allungano, il clima torna ad essere più vivibile e finalmente si può tornare a godersi la vita all’aria aperta. Tra le tante attività da fare in questa stagione, c’è anche il cicloturismo: muoversi in bicicletta con la possibilità di visitare luoghi turistici durante il percorso.
Nelle zone del Garda, un classicone del cicloturismo è la “circumnavigazione” o, per farla semplice, il giro del lago. Un’opportunità per visitare tre regioni in una volta sola: a disposizione dei ciclisti, partendo dalla provincia veronese, c’è una pista ciclabile lunga circa 50 chilometri da Peschiera fino a Malcesine. Poi, fino a dopoRiva del Garda, l’esperienza è “condivisa” con le autovetture su strada. Dal lato bresciano, invece, il percorso è intervallato tra statale e ciclabili. Insomma, un modo per godersi tutte le bellezze del lago, dai piccoli borghi lacustri (come Bardolino e Torri del Benaco) fino alla ciclopista sospesa sull’acqua in zona Limone sul Garda. La durata del giro completo del lago in bicicletta è di circa una giornata ma si può decidere di vivere all’avventura improvvisando una tenda su una delle tante spiagge e fermarsi una notte per fare le cose con più calma e vivere al meglio le ricchezze storiche e culturali del territorio.
Restringendo invece il campo alla zona lugana, esistono diversi percorsi per conoscere meglio la parte meridionale del lago, tra Peschiera del Garda e Sirmione, e scoprire i borghi del Risorgimento tra le Colline Moreniche del Basso Garda: il chilometraggio è decisamente più corto e i siti più interessanti sono Castellaro Lagusello, Solferino e San Martino della Battaglia. In tutto questo non può mancare anche un sorso del vino che prende il nome dalla terra in cui viene prodotto: il Lugana. Perché sì, pedalare è bello ma godersi una pausa con i colleghi, forse, lo è ancora di più.