Primavera, in arrivo le prime allergie

di Giancarla Gallo

Marzo e aprile sono generalmente indicati come i mesi delle allergie primaverili, in cui graminacee, piante ed erbe infestanti iniziano a diffondere pollini in questo periodo dell’anno, quindi molte persone manifestano i sintomi più gravi. La stagione autunnale può essere difficile per le persone che hanno una sensibilizzazione allergica all’artemisia o alla muffa, perché queste spore prosperano in luoghi umidi, come cumuli di foglie cadute o legno marcescente.

Le allergie invernali, infine, possono verificarsi quando gli allergeni sono presenti negli ambienti domestici come acari della polvere, peli di animali o muffe. Spesso chiamata “rinite allergica” o “febbre da fieno” l’allergia primaverile è causata dall’esposizione a sostanze inalanti, chiamate allergeni. Circa 600 milioni di persone al mondo sono affette da rinite o sinusite, numeri in aumento, secondo gli ultimi studi.

Per curare le riniti allergiche vengono prescritti farmaci antistaminici, ma talvolta, nei casi non gravi, sono sufficienti, per alleviare i sintomi, spray nasali o provvedimenti anti-acari, come ad esempio scegliere lenzuola apposite o evitare il contatto. Nell’ 80% dei casi, a scatenare i sintomi, è il sommarsi di più di un allergene (almeno tre), come polvere, muffe, acari, polline, peli di animali o alimenti. I sintomi più frequenti sono naso chiuso, prurito al naso, starnuti, naso che cola, occhi che lacrimano con prurito e palpebre gonfie, ma anche prurito alla gola e gonfiore della bocca. Non ultimo anche la stanchezza. Per escludere che si tratti di un comune raffreddore o altro virus, è utile effettuare un test ematico sulle IGE per avere maggiori informazioni sugli allergeni a cui si è sensibili.

I sintomi di un comune raffreddore, infatti, sono simili a quelli di un’allergia stagionale; ma, mentre il raffreddore è provocato da un virus, la reazione ad un allergene è la risposta del sistema immunitario ad una sostanza considerata come una minaccia. I raffreddori possono produrre febbre, le allergie no; è improbabile che i sintomi di un raffreddore durino più di due settimane, mentre per le allergie si può arrivare anche a sei settimane consecutive.

Inoltre il raffreddore può verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno. Circa il 65% dei pazienti, a cui sono stati prescritti antistaminici, in realtà non soffre di allergie, da qui l’esigenza di effettuare una ricerca accurata. Conoscendo gli allergeni a cui si è sensibili, si può ridurre al minimo l’esposizione ai fattori scatenanti. I sintomi possono cambiare a seconda delle condizioni meteorologiche.

L’umidità elevata, ad esempio, può accelerare la crescita della muffa, mentre il picco dell’allergia al polline si raggiunge quando il tempo è caldo e ventilato.
Ogni persona ha una sua combinazione di allergeni per cui scatta la soglia di sintomi. È importante curare la rinite e intervenire subito per evitare il rischio di sviluppare l’asma. La rinite allergica non va sottovalutata, infatti influisce sul benessere psico – fisico, riducendo la qualità del sonno, che comporta a sua volta effetti negativi sulle prestazioni lavorative o scolastiche e complessivamente sulla vita sociale.

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