Perché il 17 febbraio è la Giornata del gatto?

di Andrea Molinari

“I gatti sono in grado di sostenere lo sguardo di un re”. Basta questo proverbio inglese per ricordarci quanto questi animali siano eleganti. E chi ha un gatto sa benissimo di cosa stiamo parlando.
Dal 1990, ogni anno in Italia si celebra la Giornata del Gatto il 17 febbraio. La nascita di questa ricorrenza si deve all’idea della giornalista Claudia Angeletti, che, attraverso la rivista Tuttogatto, lanciò un referendum tra i lettori per scegliere una data simbolica per celebrare questa ricorrenza. La proposta più convincente arrivò da Oriella Del Col, che suggerì il 17 febbraio. Ma perché proprio questa data? La risposta risiede in motivazioni che affondano le radici nella cultura e nella simbologia. Febbraio, infatti, è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, che è associato a spiriti liberi, anticonformisti, proprio come i gatti, che amano vivere al di fuori delle regole e delle costrizioni imposte. Inoltre, il numero 17, tradizionalmente considerato sfortunato, era stato a lungo legato al gatto. Tuttavia, questa visione viene ribaltata, perché questi animali sono da sempre associati alla capacità di vivere più volte, un po’ come se avessero a disposizione più di una vita. Da qui, l’idea che il 17, simbolicamente, rappresentasse “1 vita per 7 volte”, un omaggio alla longevità e alla resistenza dei gatti.
L’idea di celebrare il gatto ha radici molto più profonde, risalendo a tempi antichissimi. Gli Egizi, ad esempio, veneravano il gatto come un animale sacro, simbolo di protezione e di eleganza. La dea egizia Bastet, raffigurata con la testa di gatto, era la divinità della casa, della maternità e della gioia, ed era anche protettrice delle donne e dei bambini. In Egitto, i gatti erano considerati talmente speciali che venivano spesso raffigurati nelle tombe dei faraoni e in altre opere d’arte. La loro funzione non era solo religiosa, ma anche pratica, poiché i gatti erano impiegati per proteggere i raccolti dai roditori, grazie alla loro incredibile abilità di caccia.
Ma non è solo la storia antica a rendere il gatto un animale così affascinante. Mentre i cani, in genere, cercano sempre la compagnia del loro padrone, i gatti sembrano avere un rapporto più autonomo con il mondo. Non è raro che trascorrano lunghe ore da soli senza mostrare segni di sofferenza. I gatti sono comunque in grado di formare legami molto forti con le persone a cui sono legati, dimostrando affetto in modi che sono sottili, ma intensi.


Come le loro dormite, che possono durare fino a sedici ore al giorno. Ma non perché siano pigri (forse). Si tratta una strategia evolutiva, utile per recuperare le energie necessarie alla caccia, attività che, in natura, consumerebbe molte risorse. Anche la loro comunicazione è particolare: fatta di sguardi, posizioni del corpo e, naturalmente, miagolii, che utilizzano per interagire con gli esseri umani. Un gatto che si struscia contro di noi, per esempio, sta marcando il suo territorio, ma allo stesso tempo ci sta accettando come parte della sua famiglia, un gesto che racchiude un grande significato emotivo.
Questi sono solo alcuni aspetti che ci ricordano quanto siano importanti questi animali nella nostra vita. In un mondo in cui sempre più persone scelgono di adottare un gatto come compagno, è fondamentale sensibilizzare tutti sulla necessità di garantire loro una vita sana e felice. È infatti sempre una buona opportunità promuovere l’adozione responsabile, combattere il randagismo e ricordare sempre che sì, il cane è il miglior amico dell’uomo, ma un gatto è un gatto.

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