Pedalando tra la luce delle Dolomiti

di Andrea Molinari

La Maratona dles Dolomites celebra la “Lüm”.

Il prossimo 6 luglio 2025, le strade dell’Alta Badia torneranno a riempirsi (come se già non lo fossero) di entusiasmo, colori e passione. Si rinnova infatti l’appuntamento con la Maratona dles Dolomites, giunta alla sua 38ª edizione, un evento che è ormai diventato un’icona per tutti gli appassionati di ciclismo su strada, in Italia e all’estero.

Circondati dalla maestosità dei “monti pallidi”, patrimonio mondiale UNESCO, circa ottomila ciclisti si metteranno alla prova su tre percorsi differenti, ma accomunati dallo stesso spirito: vivere la montagna attraverso lo sforzo, la bellezza e la condivisione.

A ogni edizione, la Maratona è accompagnata da un tema simbolico. Quello scelto per il 2025 è “Lüm”, la parola ladina che significa “luce”. L’essenza della Maratona si riflette nei suoi tre percorsi, che si snodano tra alcuni dei passi alpini più celebri della storia del ciclismo. Tutti partono dal centro di La Villa, nel cuore dell’Alta Badia, e si concludono a Corvara.

Il percorso Maratona, il più lungo e impegnativo, misura 138 chilometri con 4.230 metri di dislivello. Dopo il via, si scala il Passo Campolongo, poi i celebri Pordoi, Sella e Gardena. Un primo anello che riporta a Corvara, ma è solo l’inizio. Dopo la seconda salita al Campolongo e un tratto più agevole, arriva la vera sfida: la temutissima ascesa al Passo Giau, 9,9 chilometri con una pendenza media del 9,3%, un muro che mette alla prova anche i più esperti.

Si prosegue quindi per il Valparola, e si scende in Val Badia affrontando l’ultima fatica del giorno: il breve ma famigerato Mür dl Giat, uno strappo che resta nella memoria. L’arrivo a Corvara è liberatorio, quasi catartico.
Il percorso Medio è una variante più accessibile ma altrettanto affascinante: 106 chilometri con 3.130 metri di dislivello.

Il tracciato ricalca inizialmente quello della Maratona, con Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena e una nuova salita al Campolongo. Dopo Pieve di Livinallongo, si prende una deviazione verso Cernadoi, da cui si sale verso il Passo Falzarego e, subito dopo, il Valparola. Anche qui, il Mür dl Giat segna l’ultima impennata prima della discesa conclusiva verso Corvara.

Infine, per chi desidera partecipare con spirito più contemplativo e meno competitivo, c’è il percorso Sellaronda: 55 chilometri e 1.780 metri di dislivello. È un itinerario non cronometrato, senza classifica né premi, ma ricco di fascino. Dopo le salite ai passi Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena, si scende direttamente a Corvara.

Insomma, un’opportunità unica per godersi le Dolomiti con passo più lieve, respirando l’atmosfera di un evento straordinario: il giorno della Maratona inizia presto, prima che il sole superi le creste delle montagne. Dalle 5:30 alle 6:15, tutti i partecipanti si radunano nelle griglie di partenza a La Villa, divisi in gruppi in base ai tempi ottenuti nelle precedenti edizioni. Alle 6:30 scatta il primo gruppo, quello dei più veloci e dei ciclisti VIP.

Seguono, a distanza di un minuto l’uno dall’altro, gli altri gruppi: un flusso ordinato e carico di emozione, che si snoda tra l’attesa e l’adrenalina. Il silenzio delle prime ore del mattino viene rotto solo dal ronzio delle ruote e dal battito dei cuori. La Maratona dles Dolomites non è solo una manifestazione sportiva, ma un rito collettivo che unisce sportivi, spettatori, volontari e appassionati in un grande abbraccio. È un evento che nasce dal territorio e al territorio restituisce valore, identità e visibilità. È una sfida, certo, ma anche una festa. È fatica, ma anche luce.

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