Gli itinerari storico-naturalistici, sportivi ed enogastronomici delle Terre del Mincio.
Tra il Garda e il Po, l’area protetta Parco del Mincio è una destinazione turistica conosciuta con il nome di “Terre del Mincio”. Un territorio fatto di acqua e di terra rubata all’acqua, che include Mantova, città UNESCO, una varietà di ambienti naturali, che il fiume Mincio ha plasmato con inimitabile maestria e tesori storici che hanno ospitato eventi bellici cruciali per la storia d’Italia.
Terre del Mincio si sviluppa dai colli morenici fino alla confluenza con il Po ed è un inedito tracciato di bellezze monumentali, paesaggi naturali e presidi dell’enogastronomia tradizionale.
L’area del Mincio
Il definitivo ritiro del ghiacciaio che modellò il territorio tra il Garda e il Po, favorì la comparsa, a partire dal VI/V millennio a.C., dei primi insediamenti stabili intorno all’asta fluviale del Mincio.
Sin dal Neolitico questo lembo di Lombardia orientale rivestì un ruolo di particolare importanza; territorio di frontiera, di contatti, interazioni, scambi, guerre ed alleanze, che fu poi crocevia tra le diverse culture dell’età del Bronzo, nel quale convissero a poca distanza le une dalle altre genti celtiche, venete ed etrusche e che divenne nell’alto Medioevo teatro degli scontri tra longobardi e bizantini.
Numerose sono le testimonianze di queste popolazioni disseminate lungo il corso del fiume e nelle sue vicinanze ma solo la domus romana a Mantova e il Parco Archeologico del Forcello sono aree visitabili.

Itinerari
Il Parco del Mincio si presta ad itinerari per gli amanti delle due ruote, spesso integrati da strade bianche facilmente percorribili che attraversano tutto il Parco. Il percorso più conosciuto è la Mantova-Peschiera mentre a sud della città i percorsi in bicicletta seguono l’argine del Mincio fino al Po.
Le Terre del Mincio custodiscono al loro interno numerosi e significativi scrigni di biodiversità, habitat unici generati dall’armonioso incontro tra la pianura e le acque del fiume, e popolati da specie animali e vegetali rare, a rischio di estinzione oppure protette. Sono due le Riserve Naturali e Siti di importanza comunitaria (SIC) della rete “Natura 2000”: le zone umide delle “Valli del Mincio e laghi di Mantova” e la “Vallazza”. Una terza riserva, fuori dai confini del Parco ma affidata alla gestione dell’ente Parco, è “Castellaro Lagusello”.
Sul Mincio e sui laghi di Mantova si può navigare in motonave, oppure solcare le acque dei laghi e del Mincio a bordo di battelli a motore elettrico o alimentati da energia solare, o ancora scivolare in canoa tra i canneti delle Valli e le isole dei fior di loto. Le tratte si sviluppano dal lago Superiore e nella Riserva Naturale delle Valli del Mincio (Mantova, Grazie, Rivalta), e dai laghi di Mezzo o Inferiore di Mantova e verso la Riserva Naturale della Vallazza con possibili estensioni lungo il Basso Mincio fino al Po, attraverso le conche di navigazione.
Cibo e dintorni
Infine il Mincio è un susseguirsi di eccellenze, in natura e sulla tavola, che prendono forma nell’itinerario turistico “Delle oasi e del gusto”. Capunsei, agnolini, fuiàde con ragù di selvaggina, tortelli di zucca, riso alla pilota o risot menà, riso con i saltarèi, bìgoi con le sardele, maccheroni al torchio con lo stracotto d’asino sono i primi piatti per antonomasia nelle locande del fiume.
Tipici della cucina del fiume sono anche il luccio in salsa e il pesce gatto fritto, ma la fanno da padrone anche i prodotti derivati dal principe della cucina mantovana, il maiale, come il gras pistà, le cicciole, il salame e il cotechino.
Per i dolci, insieme alla sbrisolona la cucina del Mincio propone altre prelibatezze uniche, come la torta di tagliatelle, il bisulàn, l’elvezia, la torta greca e la torta di S. Biagio.
Per visitare il Parco del Mincio con l’aiuto di un esperto è possibile rivolgersi alla segreteria didattico turistica dell’ente parco. www.parcodelmincio.it.