23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Il Maggio dei libri, campagna nazionale che invita a promuovere i libri e la lettura.
A Verona è tempo di Libri e rose e in città e in provincia saranno numerose le iniziative, organizzate come ogni anno nei luoghi della lettura ma anche in contesti diversi da quelli tradizionali.
Il percorso di lettura di questo numero ci racconta la costruzione di un’identità di lettrice, la bellezza della lettura condivisa, la tenacia delle librerie – in molte realtà territoriali unici presidi culturali – e l’amore per la poesia e per la stampa coltivato da una classe della montagna veronese negli anni ‘50.

Céline Person e Sanoe (Babalibri, 2026)
dai 5 anni
Il favoloso club del libro del bus 65
Cosa mai potrebbe capitare in autobus lungo il tragitto per andare a scuola? Se si è disposti a salire a bordo del bus 65 si può entrare a far parte del suo favoloso club del libro e incontrare così una tartaruga con gli occhiali immersa nella lettura di un romanzo, o uno struzzo che recita le favole di La Fontaine, o condividere un tè con una giraffa appassionata di fumetti… e un semplice autobus, apparentemente simile a tutti gli altri, si rivela presto uno spazio ricco di sorprese e scoperte inattese.
Una bella storia illustrata, per tutti i bambini e le bambine appassionate di libri che amano aprirsi a nuove amicizie, condividere storie e viaggiare insieme con l’immaginazione.

Dacia Maraini (Mondadori, 2025)
Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola
Nel rievocare la propria infanzia e adolescenza, da «ragazzina portata alla lettura e alla meditazione», l’autrice ricorda di aver letto sempre e tanto, ma soprattutto i libri scritti dai padri. «Un giorno però mi sono chiesta: ma dove sono le madri?»
E così, in questa raccolta di scritti d’occasione, elaborati lungo l’arco di diversi decenni e dedicati alle donne e ai loro libri, Dacia Maraini disegna una mappa luminosa delle scrittrici che hanno abitato la sua immaginazione e fatto della scrittura uno strumento di libertà: dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache disobbedienti alle rivoluzionarie, alle romanziere dell’Ottocento e alle vincitrici di Premi Nobel.

Alba Donati (Einaudi, 2022)
La libreria sulla collina
In attesa di incontrare Alba Donati a Verona per Libri e rose 2026 con il suo Ragazze che scrivono poesie (Einaudi, 2025), proponiamo di leggere (o rileggere!) La libreria sulla collina.
Nel 2019 Alba Donati decide di cambiare vita e aprire una libreria a Lucignana, un piccolo borgo sull’Appennino toscano, grazie a un crowdfunding e al passaparola sui social. Da subito la libreria diventa un luogo di pellegrinaggio, di parole in comune, di incontri speciali. Nella libreria sulla collina si va per leggere, ma anche per gustare la marmellata preferita di Emily Dickinson, bere il tè di Frida Kahlo, parlare con i fiori del giardino. Un luogo magico dove si respira il potere delle parole.

Biagio Russo
(Fondazione Leonardo Sinisgalli, 2025)
Leonardo Sinisgalli e i bambini incisori.
Storia di un torchio, di un maestro (Gianni Faè), di una scuola (Piccola Europa) e di un borgo (Sant’Andrea) negli anni Cinquanta.
Leonardo Sinisgalli, poeta ermetico, saggista e critico d’arte, direttore della rivista «Civiltà delle macchine», riceve da S. Andrea di Badia Calavena una cartolina in busta chiusa. Contiene un’incisione della bambina Carmela Marana, accompagnata da un testo, scritto dal maestro Gianni Faè, che racconta di un giornalino scolastico e di incisioni riguardanti le macchine.
Nasce una corrispondenza con i piccoli incisori: il poeta, conquistato dai lavori dei bambini, dona alla scuola un piccolo torchio per la stampa e una cassetta di caratteri mobili. Nel 1955 il maestro e i bambini dimostrano tutta la loro gratitudine a Sinisgalli. A sorpresa illustrano e pubblicano, in soli due esemplari, Quattro poesie di Leonardo Sinisgalli, che gli inviano in regalo. Sinisgalli risponde con un articolo sul settimanale «Il Mondo» di Pannunzio «Non li conosco ancora, ma siamo legati da un anno a filo doppio. Sono scolari di paese, figli di contadini e di artigiani, che il maestro Faè ha coltivato, li ha allevati al mestiere più puro».
La scuola di Gianni Faè, “Piccola Europa”, in breve tempo diventa assai famosa in Italia e all’estero. Incideranno cinque raffinate cartelle, a corredo delle liriche di Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Leonardo Sinisgalli e Giuseppe Ungaretti.
In una nuova edizione ampliata, un saggio che racconta una delle esperienze educative più innovative (e poco note) nella scuola italiana del secondo dopoguerra.
Tutti i libri sono disponibili nel Catalogo delle Biblioteche del Comune di Verona al link: www.abv.comune.verona.it