Orizzonti sostenibili: Stravagante Hostel

di Marta Tarasconi

Un luogo dove accogliere ed essere accolti.

IL PROGETTO

Stravagante Hostel è un ostello che dal 2018 ha fatto dell’inclusione e dell’accoglienza due capisaldi. Per comprenderle meglio il progetto, abbiamo intervistato Mattia Padovani, che da due anni ne è il direttore.

“Stravagante Hostel è un progetto nato dalla cooperativa sociale L’Officina dell’Aias, Associazione italiana assistenza spastici, che dal 2000 si occupa di servizi assistenziali alle persone nelle comunità e nei centri diurni. L’obiettivo è quello di dare servizi migliori a persone con disabilità, grazie all’aiuto di educatori e operatori sociosanitari”, esordisce Padovani.

Nel tempo però la cooperativa si è allargata. È Emanuele Germiniasi, fondatore e oggi direttore della cooperativa, a intuire una nuova esigenza: creare un luogo dove accogliere questi ragazzi e dargli una formazione professionale. L’idea iniziale, spiega Padovani, era quella di avviare una scuola di formazione. Ma il gruppo di lavoro che si è formato ha creato una tale sinergia che presto l’obiettivo si è trasformato: da scuola di formazione è diventato un posto di lavoro.

STRAVANGANTE HOSTEL

Prezzi accessibili e posizione strategica, proprio tra la stazione e il centro di Verona, sono i due punti di forza dell’ostello.

Per poter garantire un prezzo “sociale” sono state fatte delle scelte, come non avere una reception 24 ore su 24. Ma questa decisione li sta premiando.

Alla domanda su cosa lo distingua dalle strutture tradizionali, Padovani risponde con fermezza: “In niente”. Un ruolo importante è il lavoro degli educatori, che hanno il compito di individuare il ruolo più adatto per ciascuno. C’è chi si occupa delle pulizie con grande precisione, e chi gestisce la reception con professionalità. Ma non solo.

Oltre all’ostello infatti, è stata aperta anche l’Osteria Mangiabottoni, per fornire anche un servizio di ristorazione, non solo per gli ospiti dell’ostello.

Tra i vantaggi per chi lavora qui, c’è un ambiente più umano e sostenibile rispetto ai ritmi spesso estenuanti della ristorazione tradizionale.

Il cambiamento è visibile: “Tanti ragazzi all’inizio facevano fatica anche solo a guardarti negli occhi – racconta Padovani – oggi gestiscono la cassa e le prenotazioni, relazionandosi con i clienti senza timore”.

OSTERIA MANGIABOTTONI

L’osteria conta 40 coperti, gestiti da tre gruppi di lavoro: chi si occupa della sala, chi del servizio ai tavoli e chi della cucina. Un’altra scelta importante, ci racconta Padovani, è quella di non enfatizzare e promuovere troppo il fatto che in osteria ci lavorano anche persone con disabilità. Nulla da nascondere, anzi. Ma la volontà è proprio quella di trattarli esattamente come vengono trattati gli altri: questa è la vera forma di inclusione. Chi va a mangiare al Mangiabottoni lo fa perché ha letto le recensioni sui vari portali – e sono ottime – o perché è incuriosito dal menu. E questo vale sia per i turisti che per i veronesi.

IL VINO

La voglia di crescere e sperimentare è però una costante in questo progetto. Così, dallo scorso anno, è partito “Dal filare al vino”: in collaborazione tra L’Officina dell’Aias e l’Azienda Agricola Camerani di Mezzane di Sotto. Un progetto sperimentale che porta i ragazzi con disabilità a impegnarsi nella produzione di vino: dalla vendemmia alle operazioni in cantina. L’obiettivo, ancora una volta, è l’inserimento lavorativo. Il risultato? Il vino Mangiabottoni.

LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI SPAZI

Un altro tassello di questo progetto è la riqualificazione degli spazi, voluta sempre da Emanuele Germiniasi. Padovani ci racconta infatti che prima, al posto dello Stravagante Hostel, c’era uno studio odontoiatrico che è stato abbandonato. Si è fatta così strada l’idea di di sostenere il progetto RAME, che mira alla rigenerazione e allo sviluppo culturale degli spazi, attraverso interventi di arte urbana, graffiti e steree art, che recuperano e rivalutano scorci cittadini con i linguaggi della cultura underground. Per l’ostello, sono stati scelti quattro artisti:

  • Andrea Crestani, in arte KOES, grafico, serigrafo ed illustratore;
  • Luca Font, che da oltre vent’anni lavora come graffiti writer;
  • Manuel di Rita, in arte PEETA, che unisce l’interazione geometrica delle forme con l’ambiente circostante;
  • Lucamaleonte, romano, appassionato di storia dell’arte ma anche di tecniche di stampa antiche, xilografia e incisione, che rendono unico il suo stile.

IL FUTURO

Guardando avanti, Padovani sottolinea l’importanza di mostrare quanto valore possano portare questi ragazzi alla società e all’economia.

Anche in settori in crisi come la ristorazione e l’ospitalità, possono fare la differenza.

“Il sogno – racconta – è quello di aprire altri ostelli e osterie come questi in tutta Europa. Così, ogni volta che qualcuno vedrà un bottone – simbolo dell’osteria – o una S, quella di Stravagante Hostel, saprà di essere in un luogo sicuro, dove chiunque è il benvenuto. Sarebbe ancora più bello se, un giorno, queste strutture potessero essere gestite interamente da loro”.

La strada è ancora lunga, ma la determinazione per percorrerla non manca.

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