Da metà novembre attivo il nuovo sistema a Porto San Pancrazio. Dal 2025 la sesta circoscrizione e, a seguire, gran parte della città.
L’obiettivo dichiarato è alzare la percentuale di raccolta differenziata, senza se e senza ma, puntando al 65% entro i prossimi tre anni. Verona, con una media cittadina di differenziata ferma da anni al 53%, è fanalino di coda in Veneto. Ora il cambiamento è iniziato. In questo primo anno di attività, da quando lo scorso inverno è diventato operativo il nuovo Cda, presieduto da Roberto Bechis e di cui fanno parte l’ingegnera ambientale Martina Redivo e l’esperto di sostenibilità e comunicazione Francesco Premi, è stato avviato il cambio di modalità di raccolta dei rifiuti a Porto San Pancrazio, completamento dell’area test del 2020, e sono state poste le basi per il cambiamento diffuso che dai primi mesi del 2025 riguarderà la sesta circoscrizione per poi essere esteso a gran parte della città.
Da metà novembre, intanto, il nuovo sistema combinato è attivo nel quartiere del Porto. Nel dettaglio, consiste nella raccolta porta a porta di carta e plastica/lattine e nuove postazioni di cassonetti ad accesso controllato per secco e umido, apribili con tessera o da cellulare, tramite l’app Amia. Rimane ad accesso libero il vetro. Questo è il sistema, con modifiche sostanzialmente solo per il centro storico che avrà modalità differenti tra utenze domestiche e non domestiche, che sarà esteso alla città ad esclusione delle zone in cui è già attiva la raccolta porta a porta integrale. In queste aree, infatti, la percentuale di differenziata è già buona con punte che toccano il 70% mentre nelle ampie zone dove i cassonetti sono aperti, la percentuale crolla al 40% circa.
«Il risultato del 65% verso cui tendere nei prossimi tre anni è un passo fondamentale per l’ambiente e permetterà anche di liberare maggiori risorse da destinare alla pulizia dei quartieri – spiega il presidente Bechis. – Il cambiamento è avviato e, ora, ingraniamo la marcia: spetta a tutti noi fare la differenza. Letteralmente. Attivare un cambiamento su larga scala come questo non è facile ma è una sfida che affrontiamo con determinazione, convinti dell’importanza di un cambio di passo netto e deciso a favore dell’ambiente e dei servizi alla cittadinanza. A ciascuno di noi, azienda in primis ma anche a ciascuna persona, l’onere e l’onore di fare la propria parte: implementando i servizi da un lato, modificando piccoli gesti quotidiani, dall’altro» aggiunge Bechis.

Verde, alberature e giardini. Ma anche scuola, formazione e sensibilizzazione
Non solo rifiuti. Amia è una realtà multiservizi impegnata a vario titolo su più fronti, dal verde – sia di alberi che di giardini e parchi – alle scuole. Esperti arboricoltori e giardinieri curano quotidianamente il verde pubblico. Tra gli interventi che hanno preso il via in questi mesi, il censimento delle alberature nei cortili delle scuole del territorio. Un lavoro che è possibile monitorare anche sul sito www.amiavr.it dove, in un’ottica di massima trasparenza, è online un’apposita sezione in cui sono pubblicate e fruibili tutte le perizie svolte sugli alberi (delle scuole ma non solo) considerati a rischio e su cui è necessario intervenire.
L’attività dell’Ufficio Scuole di Amia porta avanti incontri informativi, progetti, uscite didattiche e laboratori con gli istituti del territorio, coprendo una fascia d’età che va dai 3 ai 19 anni. Ogni anno scolastico, il personale dell’Ufficio Scuole incontra centinaia di studenti approcciando con loro, in modo divertente e creativo con strumenti che spaziano dalla fotografia al teatro, tematiche importanti come l’importanza di una corretta raccolta differenziata, la cura dell’ambiente e degli spazi comuni, la circolarità delle materie.