L’Estate Teatrale Veronese di Fabrizio Arcuri amplia i confini tra classico e nuove drammaturgie.
Dopo i primi mesi di programmazione, l’Estate Teatrale Veronese arriva ad agosto e settembre con una linea artistica ormai riconoscibile. L’apertura internazionale che ha caratterizzato giugno e luglio è stata accolta dal pubblico come un naturale ampliamento dell’identità del festival, capace di affiancare alla propria tradizione nuove esperienze della scena europea contemporanea.
Il Teatro Romano resta il cuore della manifestazione, ma il cartellone della 78ª edizione ha progressivamente ampliato i propri confini, mettendo in dialogo repertorio classico, danza, musica e nuove drammaturgie. Un percorso che conferma la vocazione dell’Estate Teatrale Veronese a coniugare memoria e contemporaneità.
La danza internazionale occupa un ruolo centrale con il ritorno dei MOMIX, protagonisti dal 27 luglio all’8 agosto di Botanica – Season 2. A settembre il rapporto tra corpo e parola prosegue con Ophelia, rilettura di Luca Giacomoni interpretata da Giulia Quaqueri.
Il 1° settembre il Teatro Romano ospita Romeo e Giulietta in the War di Stefano Massini con l’Orchestra Multietnica di Arezzo, mentre il 3 settembre Massimo Cacciari porta in scena Rex Destruens. Re Lear, riflessione sul potere e sulla crisi dell’autorità.
Il dialogo con Shakespeare continua con Brain Storm – Tempesta in testa (12 settembre, Teatro Camploy), dove il testo shakespeariano diventa uno strumento per interrogare il disagio psichico contemporaneo, e con il ritorno di Amleto² di Filippo Timi e Marina Rocco (10 e 11 settembre), spettacolo che negli anni ha costruito un legame speciale con il pubblico.

Il confronto con il patrimonio classico trova una delle sue espressioni più significative in Alcesti di Euripide, diretta da Filippo Dini e realizzata con la Fondazione INDA, in scena il 17 e 18 settembre al Teatro Romano.
Accanto ai grandi nomi della scena italiana e internazionale, il festival continua a investire nelle nuove generazioni attraverso Nuove Orbite, dedicata ad artiste e artisti under quaranta, con spettacoli come Hijos de Buddha, Infinita bellezza, L’isola dei ciccioni felici, Dad or Alive e Digital Odyssey.
La musica accompagna il pubblico fino alla conclusione del festival con Joan Thiele (29 agosto), Coez (5 settembre) e il Quintetto Astor Piazzolla (13 settembre).
Agosto e settembre restituiscono così l’immagine di un festival che consolida la propria identità, tenendo insieme la grande tradizione del Teatro Romano e le nuove sensibilità della scena contemporanea, in un dialogo costante tra linguaggi, generazioni e culture.