Nek sul palco del Romano

di Georgia Passuello

Oltre trent’anni di carriera nel live del 6 luglio.

È uno dei live più attesi di questa estate: Nek al Teatro Romano il 6 luglio.
Cantautore, musicista e conduttore televisivo; Filippo Neviani di gavetta ne ha fatta tanta prima di arrivare ai primi successi musicali. Grande appassionato della musica dei Police e di Sting soprattutto, ha iniziato nei locali vicino a casa, a Sassuolo nel modenese, suonando in diverse band fino ad arrivare alla partecipazione al Festival di Castrocaro nel 1991 e a Sanremo 1993 nella categoria Giovani con la canzone “In te”. Successivamente nel 1997 la consacrazione vera e propria della hit “Laura non c’è”.
Nek ricorda ancora i suoi inizi in questa intervista.

Quale momento della tua carriera ti viene in mente con più affetto o emozione?

«Sceglierne uno solo sarebbe davvero complicato. Gli “inizi” lasciano sempre qualcosa di forte, che normalmente è “Per sempre”. Il primo concerto con la mia prima band (un duo country, in realtà), i Winchester. Ero veramente un ragazzino. La prima volta che mi è capitato di sentire un mio brano in radio, la prima volta sul palco del Festival nel 1993.I primi successi ovviamente, ma anche la prima volta alla conduzione di un programma televisivo. Sono veramente tanti, ed in questo senso mi sento veramente una persona privilegiata e fortunata».
Nel concerto al Teatro Romano ripercorreremo tutte le più grandi hit della sua carriera: da brani indimenticabili come la sopracitata “Laura non c’è” insieme a “Fatti avanti amore”, “Lascia che io sia”, “Almeno stavolta”, “Se io non avessi te”, “Unici”, “Sei grande”, “Se una regola c’è” fino ad arrivare alla cover di “Se telefonando”, eseguita per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo nel 2015. Non mancheranno anche “Sei solo tu”, “Uno di questi giorni”, “Ci sei tu” ed “E da qui” e tante, tante altre».

Il suo essere creativo e pieno di iniziative lo ha portato a condurre dapprima radiofonicamente e poi in televisione diversi programmi di successo come “Dalla Strada al Palco”, insieme a Bianca Guaccero su Rai 1, nato da un’idea di Carlo Conti.

Sei anche un affermato presentatore televisivo di successo, questo aspetto, ovvero di portare il pubblico attraverso parole e voce nel tuo percorso musicale, sicuramente non potrà mancare al Teatro Romano.

«Certo! Con il rischio magari di confondere i ruoli, e parlare troppo nel momento in cui in realtà dovrei solo suonare delle canzoni. A parte gli scherzi, è vero, l’esperienza in televisione mi ha in un certo senso aiutato anche a gestire in modo più “completo” i momenti sul palco. Tra l’altro, sul palco di Verona porterò le canzoni più rappresentative di questo mio lungo percorso, è già in sé un racconto che non avrebbe bisogno di parole, ma senz’altro verrà fuori anche qualcosa del conduttore TV».

Tornando alla musica Filippo, con oltre 10 milioni di dischi venduti, 18 album in studio, nel tour estivo 2025 avrà dal vivo una dimensione autentica. Sul palco Emiliano Fantuzzi alla chitarra, Luciano Galloni alla batteria e lo stesso Nek sarà al basso e ovviamente alla voce.

Hai raggiunto tantissimi obiettivi e successi ma hai ancora un sogno da realizzare e se sì, quale?

«Poter continuare a fare quello che faccio sarebbe già una conquista enorme. Senza pormi obiettivi particolari, senza fissare scadenze o alzare asticelle o programmare cose in funzione dell’ottenimento di risultati specifici. A 50 anni compiuti credo di poter dire che quello che vivo quotidianamente, nella vita e nel lavoro, è già un sogno».

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