Il corso prenderà il via già dal primo ottobre e i posti a disposizione sono 40 cui si accederà previo test di ingresso esattamente come accade per gli altri indirizzi sanitari
In Italia sono già 12mila gli operatori che, sulla base di una formazione molto disomogenea, svolgono l’attività di osteopata lavorando in autonomia o in collaborazione con altri professionisti della salute in studi privati. L’attrattività di questa professione è ancora più chiara se si considerano la richiesta crescente di prestazioni professionali e i fabbisogni di prevenzione previsti negli obiettivi di salute inseriti nei Piani sanitari nazionali e regionali.
Per valorizzare una risorsa professionale già presente e garantire, allo stesso tempo, un percorso formativo omogeneo e pertinente agli obiettivi di salute definiti dal Ministero della Sanità, il Mur, con decreto dell’1 dicembre 2023, ha istituito il corso di Laurea triennale di Osteopatia. L’università di Verona, assieme a Firenze, è stata la prima in Italia ad attivare il nuovo corso, offrendo una qualificazione universitaria in questo settore importante per la salute e confermando il suo ruolo nel sistema universitario nazionale. A parlarne il magnifico rettore Pier Francesco Nocini: «Forti delle conoscenze e competenze nel settore e grazie a una struttura didattica capace e coerente con le sfide che il nostro Ateneo sta affrontando, anche a livello organizzativo, abbiamo colto l’opportunità di istituire, primi in Italia, il nuovo corso di laurea in Osteopatia. La nostra università è, inoltre, riferimento su tutto il territorio nazionale in questo settore grazie all’esperienza decennale del Master di primo livello in Osteopatia nelle disfunzioni neuro muscolo scheletriche che ha formato più di 1500 professioniste e professionisti provenienti da un percorso di laurea nelle professioni sanitarie. Il nuovo corso di laurea – spiega il rettore – già attivo dal prossimo anno accademico fornirà alla rete dei servizi della salute territoriale e nazionale professioniste e professionisti competenti negli interventi di prevenzione che sapranno portare il loro contributo anche nella ricerca scientifica e nello sviluppo di questa disciplina. Collocare la formazione dell’osteopata all’interno del sistema universitario consentirà, infatti, di esplorare gli ambiti di applicazione dell’osteopatia attraverso una ricerca in grado di contribuire all’utilizzo più appropriato degli interventi osteopatici nell’ambito delle cure primarie».
La nuova figura professionale sarà in grado di prevenire i sintomi o disturbi dell’apparato locomotore, in tutte le fasce di età individuando e trattando le disfunzioni somatiche, non riconducibili a patologie, con tecniche di valutazione e trattamento manuale. Potrà operare in autonomia o collaborare in team multiprofessionali contribuendo al benessere del paziente nell’ambito degli interventi previsti dalle linee guida e dalle buone pratiche. Il corso di laurea, ad accesso programmato regionale, avrà 40 posti assegnati per il prossimo anno accademico. Le lezioni saranno svolte da docenti della facoltà di Medicina e chirurgia dell’ateneo e da esperti dei vari settori professionali, soprattutto per le scienze caratterizzanti osteopatiche. Per le discipline osteopatiche saranno, inoltre, individuati docenti che rispondano ai profili definiti dal Mur di concerto con il Ministero della Salute che abbiano comprovata esperienza clinica e didattica in ambito osteopatico. Centrale l’attività pratica e di tirocinio che saranno svolte sotto la supervisione di personale specializzato dell’Ateneo.