Sapete cosa si celebra ogni anno il terzo sabato di settembre? La giornata mondiale del donatore di midollo osseo. Nel 2024 questa ricorrenza cade il 21 settembre ma, purtroppo, non è ancora un argomento di cui si parla abbastanza.
Il motivo? La compatibilità per un trapianto di midollo osseo è di una su centomila e spesso la richiesta di cellule staminali arriva per malattie molto gravi. Vangelis Moras, ex calciatore dell’Hellas Verona, lo sa bene: nel 2014 al fratello Dimitri viene diagnosticata una rara forma di leucemia. Il difensore greco, unico donatore compatibile, viaggia fino a Melbourne – città in cui si trasferisce il fratello per le cure necessarie – per il trapianto di midollo. Grazie alla donazione, Dimitri continua a lottare per un anno, fino a quando non si spegne nella notte tra il 17 e il 18 luglio del 2015. Da quel giorno Vangelis decide di dare vita all’associazione Save Moras, che opera in Italia e in Grecia, per raccogliere aiuti e sensibilizzare sulla tematica della donazione del midollo con molti eventi sul territorio veronese.
Molte persone, infatti, pensano ancora che la donazione comporti un iter pericoloso, riducendo le possibilità di trovare dei donatori associabili. Il procedimento, in realtà, è molto semplice, come ci ha raccontato lo stesso Vangelis in un’intervista.
È davvero così pauroso fare la donazione?
“La paura all’inizio c’è stata. Parlando con la mia famiglia eravamo un po’ spaventati, ma appena ti informi capisci che tutto è un’altra cosa…”.
Come funziona la donazione?
“Ci sono due tipologie: la donazione con prelievo periferico in cui sei collegato ad un macchinario apposito che preleva il sangue da una vena, lo divide dalla componente staminale e lo restituisce al donatore. La procedura dura cinque ore e nel mentre puoi guardarti tranquillamente la tv. C’è anche l’opzione del prelievo di midollo osseo tramite siringa a livello delle creste iliache del bacino”.
Ci sono effetti collaterali?
“Io faccio sempre questo esempio: sono volato a Melbourne per fare la donazione di martedì e la domenica ho giocato da titolare una partita di Serie A… Al massimo puoi sentire un po’ di spossatezza, mentre nel secondo caso devi prenderti qualche giorno di riposo”.
Perché è importante donare?
“Dai la possibilità a una persona di vivere. E anche se non conosci mai chi riceve la tua donazione, le emozioni che si provano sapendo di aver salvato qualcuno sono indescrivibili. L’idea dell’associazione era di mio fratello, abbiamo quindi deciso di creare il suo sogno”.
Per diventare un donatore a Verona e contribuire alla lotta contro leucemie, linfomi e malattie rare è necessario passare a tipizzarsi (registrarsi, ndr) in ospedale con tre semplici requisiti: avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, pesare più di 50 chili e godere di una buona salute.