L’intervista alla nuova rettrice Chiara Leardini.
La professoressa Chiara Leardini è la nuova rettrice dell’Università di Verona. In un’epoca di grandi cambiamenti e di sfide per il mondo universitario e dei giovani, abbiamo chiesto a lei quali obiettivi si è posto il suo gruppo di lavoro per i prossimi sei anni accademici.
Rettrice, questo è per lei l’inizio di una nuova avventura professionale. Come ha detto agli studenti il primo giorno dell’anno accademico questo “nuovo inizio” lo ha condiviso con loro…
È stato molto emozionante dare il benvenuto alle matricole dell’Ateneo nel loro primo giorno all’università che è stato anche il mio primo giorno da Rettrice. Ho voluto ricordare loro che l’Ateneo è molto più di un luogo dove si insegna e si apprende: è una comunità aperta e inclusiva e che si impegna a garantire loro pari opportunità, ascolto, ma soprattutto un sostegno concreto lungo tutto il percorso di studi grazie ai servizi dedicati alla loro crescita formativa, personale e professionale. Inoltre, ho ricordato i miei primi giorni nelle aule dell’Università di Verona, la mia università, cui ora voglio poter rendere tutto quello che mi ha dato, prima da studentessa, poi da ricercatrice e da docente, ora da Rettrice.
Quali promesse ha fatto agli studenti e quali obiettivi si è prefissa per i prossimi sei anni?
I circa 30 mila studenti e studentesse iscritti all’Ateneo sono il cuore e i protagonisti del nostro progetto. Per questo intendiamo rafforzare i servizi di supporto alla vita universitaria: lavoreremo non solo per la residenzialità, ma anche a progetti per l’inclusione e il benessere psicologico e daremo vita a iniziative per la mobilità tra le sedi universitarie cittadine. Vogliamo garantire loro spazi dedicati alla vita associativa e l’opportunità di partecipare a iniziative culturali, ricreative e sportive che abbiamo pensato per loro e che Verona può offrirgli.
Che novità ha introdotto come temi chiave su cui focalizzare l’operato della squadra con cui condividerà questo mandato?
Il nostro obiettivo è una università capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici nel territorio, capace di coniugare eccellenza accademica e impatto sociale. Nella squadra di governo, assieme al prorettore vicario, abbiamo quattro prorettori, al cui fianco ci saranno delegate e delegati. Insieme, con la collaborazione di tutta la comunità universitaria, affronteremo tematiche cruciali come il benessere, la semplificazione amministrativa, l’orientamento, la transizione all’intelligenza digitale, i servizi agli studenti e campus life, l’internazionalizzazione oltre alla valorizzazione dell’identità della nostra università.

Quali sono le reali sfide dell’Università oggi?
La denatalità è certamente una delle principali sfide che le università si troveranno ad affrontare nei prossimi anni. Il nostro Ateneo, negli ultimi anni, ha ampliato la propria offerta formativa con 33 nuovi percorsi di studio. Questa crescita ha risposto alla trasformazione del mondo del lavoro e ha aperto nuove aree di studio fino a oggi assenti a Verona. Dobbiamo consolidare questo sviluppo e renderlo sostenibile nel lungo periodo puntando sulla qualità dei nostri percorsi di studio.
E a proposito di sfide: l’intelligenza artificiale?
Non dobbiamo chiederci se l’intelligenza artificiale cambierà l’università, ma come l’università cambierà grazie all’intelligenza artificiale. Per questo, nella squadra di governo ho enfatizzato la necessità di competenze altamente qualificate in questo ambito attraverso la figura di un delegato per la transizione all’intelligenza digitale.
Che ruolo riveste l’Università di Verona nel contesto cittadino e quali sono le forme di comunicazione tra città e mondo accademico?
La nostra università non è un’isola: è un motore di crescita per la città e per il territorio. Progetti culturali, collaborazioni con imprese e terzo settore sono il cuore del nostro impegno. Vogliamo aprire sempre di più le porte alla cittadinanza creando un legame stretto tra ricerca, didattica e vita quotidiana. Guardiamo verso un orizzonte condiviso, “Verona 2040” e oltre: una città sempre più sostenibile, attrattiva e inclusiva.