L’umorismo dei Trocks a Verona

di Agnese Ceschi

La libertà della danza che rompe gli schemi.

L’ensemble Les Ballets Trockadero de Monte Carlo, compagnia umoristica di danza di soli uomini, arriva al Teatro Romano dal 12 al 17 agosto. Abbiamo intervistato Raffaele Morra, già danzatore dei Trocks ed ora Maître de Ballet, per scoprire questo divertente spettacolo.

Ci racconti chi è la compagnia Les Ballets Trockadero de Monte Carlo?

Les Ballets Trockadero de Monte Carlo è stata fondata, nel 1974, da Peter Anastos, Natch Taylor e Antony Bassa, a New York City, con l’intento di unire danza e umorismo. Non siamo una compagnia comica, ma proponiamo uno spettacolo leggero, divertente, usando punte, parrucche, tutù. Siamo solo uomini sul palco e, anche se potremmo definirci una “parodia della danza classica”, oggi preferiamo parlare di un omaggio alla danza classica. Non dimentichiamo il rigore e la tecnica del balletto classico, ma ci concediamo anche la libertà di rompere le regole.

Anche nell’interpretazione di ruoli femminili?

Siamo uomini che interpretano anche ruoli tipicamente femminili, come Odette ne Il Lago dei cigni. Non vogliamo imitare le ballerine, ma trasmettere un messaggio artistico. Non importa se io mi metto le punte e metto un tutù anche se sono un uomo, questa è la nostra libertà che va oltre la danza classica standard.

Questo spettacolo è adatto a tutte le età?

Il nostro spettacolo piace anche ai bambini, pur non essendo uno spettacolo “per bambini”. Non c’è nulla di trasgressivo o volgare. Quando si parla di travestitismo, spesso si pensa a qualcosa di tendente alla sessualità. Noi invece portiamo solo una parodia della danza classica, fatta con rispetto e tanta tecnica.

Quali coreografie vedremo a Verona?

Lo spettacolo sarà vario. Ci saranno brani dal Lago dei cigni, Le Grand Pas de Quatre – storicamente interpretato dalle quattro più grandi ballerine del tempo, in una competizione tra dive. La morte del cigno, poi, è uno dei nostri cavalli di battaglia e uno dei pezzi più rappresentativi della compagnia. Chiuderemo la serata con La notte di Valpurga, su musica dal Faust di Gounod.

Il ruolo dell’uomo nella danza classica, come è cambiato negli anni?

Dipende tanto dal momento storico. Non è detto che solo perché la maggior parte delle persone ormai ha capito che non c’è nulla di sbagliato che ci siano dei ballerini maschi che ballano sulle punte, il bullismo non continui. La nostra compagnia ha rotto questi schemi già nel 1974 in modo avanguardista, cercando di rappresentare senza gli striscioni, un messaggio: non c’è nulla di male ad essere sé stessi. Mai. Noi continueremo a portare la nostra libertà di pensiero sul palcoscenico e abbiamo la fortuna di abbinare la comicità, che scioglie anche i ghiacci più spessi.

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