Fondazione Arena porta il mito dei giochi al Teatro Ristori.
C’è spirito sportivo nell’aria: con febbraio le Olimpiadi sono ufficialmente iniziate e Verona si prepara ad accogliere la cerimonia di chiusura e successivamente di apertura delle Paraolimpiadi nell’anfiteatro che tutto il mondo ci invidia, l’Arena.
Proprio in quei giorni andrà in scena un’opera che ci trasporterà direttamente nei giochi antichi, per vivere quello spirito anche attraverso la musica e la cultura. Dal 23 febbraio, infatti, al Teatro Ristori è in programma L’Olimpiade di Vivaldi, un’opera che guarda all’antica Grecia e ai suoi giochi sacri, ma allo stesso tempo parla anche con sorprendente attualità di competizione, identità e valori umani, trovando così nella nostra città una sede ideale.
L’Olimpiade, uno dei titoli più affascinanti del teatro musicale del Settecento, è un dramma musicale in tre atti nato dall’incontro tra il celebre librettista Pietro Metastasio e Antonio Vivaldi che la compose nel 1734 per il Teatro Sant’Angelo di Venezia.
Trama dell’opera
L’opera è ambientata nell’antica Olimpia, durante i giochi olimpici, e intreccia gare atletiche e conflitti sentimentali in un delicato equilibrio tra amicizia, amore e onore.
Il re Clistene ha stabilito che la figlia Aristea andrà in sposa al vincitore delle prove. Licida, innamorato della principessa ma impossibilitato a partecipare alla competizione chiede all’amico Megacle, atleta valoroso, di gareggiare al suo posto. Megacle accetta per lealtà, pur amando anche lui Aristea, che ricambia i suoi sentimenti.
Megacle vince i giochi ma, fedele alla promessa fatta, rifiuta il premio, portando la vicenda a complicarsi: emergono sospetti, gelosie e trame nascoste.
Il nodo drammatico si stringe quando Licida, scoperto e accusato di tradimento, viene condannato a morte. Ma alla fine la verità viene alla luce: Licida si rivela essere di sangue reale e l’ordine viene ristabilito. Gli amori trovano finalmente una soluzione equilibrata e la giustizia prevale senza spargimento di sangue.
Con L’Olimpiade, Vivaldi trasforma l’agonismo sportivo in metafora morale: la vera vittoria non è solo atletica, ma riguarda la fedeltà, l’amicizia e il rispetto delle regole.
L’allestimento parigino a Verona
Fondazione Arena sposta i suoi complessi artistici e tecnici eccezionalmente al Teatro Ristori per mettere in scena quest’opera, negli ultimi anni poco rappresentata e quasi sconosciuta al grande pubblico, e rivivere così i sentimenti e l’entusiasmo che la competizione sportiva per eccellenza porta con sé.
Ecco che lunedì 23 febbraio, mercoledì 25 febbraio, venerdì 27 febbraio e domenica 1 marzo potremo assistere a L’Olimpiade di Vivaldi nell’acclamato e avvincente allestimento parigino del Théâtre des Champs Elysées, con un’anteprima speciale il 21 febbraio su invito.
Inoltre giovedì 19 febbraio, lo scrittore e critico musicale Alberto Mattioli terrà un incontro di approfondimento sull’opera L’Olimpiade di Vivaldi nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica.
I virtuosismi, i tormenti, gli scambi di persona e colpi di scena che risuonano nella città di Olimpia sono rivisti dal regista Emmanuel Daumas che sceglie l’ambientazione di una palestra, ricostruita nella scenografia di Alban Ho Van.
Sicuramente è un’occasione unica per riscoprire una perla del Barocco con un cast d’eccezione, per la prima volta a Verona e vivere così appieno la cultura olimpica.