Lirica e sinfonica, su il sipario al Filarmonico

di Francesca Saglimbeni

in collaborazione con Fondazione Arena di Verona

Dopo la fortunata stagione areniana, opere e concerti tornano sul palco del prestigioso teatro cittadino con tante prime assolute

Il meglio della proposta lirico sinfonica italiana è pronto, dopo la pausa estiva, a tornare sul palcoscenico del Filarmonico. Si aprirà con “Stravinsky Ebony Concerto”, in programma venerdì 11 ottobre alle 20.00, con replica il 12 alle ore 17, in cui il maestro Pietro Borgonovo dirigerà l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e il clarinetto solista Lorenzo Paini.

In repertorio il Siegfried-Idyll, (l’Idillio di Sigfrido), scritto da Richard Wagner per orchestra da camera in dedica alla seconda moglie Cosima Liszt, nell’anno del loro matrimonio, seguito alla nascita del loro figlio Siegfried (6 giugno 1869). Un breve poema sinfonico contenente una lirica rievocazione di affetti e di momenti familiari.

Per sola orchestra sarà anche la Kammersymphonie in mi maggiore op. 9, di Schönberg. Mentre lo strumento solista sarà protagonista sia di Ebony concerto per clarinetto e orchestra jazz di Stravinsky e il Preludio, Fuga e Riffs di Bernstein.

Per illustrare il primo, ci serviamo delle parole del grande critico musicale Sandro Cappelletto: «il concerto – scrive – è diviso in tre momenti, esemplare traduzione formale del desiderio onnivoro del compositore che qui si esibisce in un concerto grosso per orchestra jazz con tempo lento centrale, desunto dallo slow dei blues. Il grande assimilatore ha ormai metabolizzato il furore ritmico del jazz, lo ripropone come maniera, naturalmente alla sua maniera, in un esempio illustre di traduzione-invenzione. Nel desiderio, forse neppure troppo occulto, di dimostrare che anche il jazz e il blues potrebbero essergli debitori, o perlomeno che esiste un modo stravinskyano di scrivere jazz, di suonare blues (…)».

Quanto all’opera di Bernstein, sempre volta a fondere classica e jazz, mentre Preludio (primo movimento) e Fuga (secondo movimento) sono concepite nelle forme barocche, il terzo movimento è seguito da ripetizioni senza sosta di “riff”, figura melodica ripetuta e breve.

Il cartellone operistico del teatro al chiuso proporrà, quindi, Stiffelio, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, nell’allestimento del Teatro Regio di Parma in coproduzione con Opéra de Monte-Carlo. Il 27 ottobre ore 15.30, sarà di scena quella che è la prima rappresentazione a Verona in tempi moderni, poi replicata con diversi cast di interpreti solisti il 29 ottobre alle 19.00, il 31 ottobre alle 20.00 e il 3 novembre alle 15.30. Punto fermo, l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena, rispettivamente diretti da Leonardo Sini e Roberto Gabbiani.

L’opera, che vede la regia di Guy Montavon affronta il tema dell’adulterio, perpetrato qui ai danni di un pastore protestante, e termina con un insolito lieto fine. Stiffelio è oggi considerato il punto di svolta dalla concezione epica e tragica del periodo giovanile ai melodrammi borghesi della piena maturità. L’ambientazione quasi contemporanea e il rapporto complesso e doloroso tra la protagonista femminile e l’autorità paterna preannunciano, infatti, La Traviata.

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