Limone del Garda e le antiche limonaie

di Agnese Ceschi

Anticamente il detto “Nomen omen” indicava un nome che porta con sé un destino; se volessimo applicare questo detto anche a Limone del Garda, è presto facile comprendere perché questo ridente paesino sulle coste del Lago di Garda si chiami così. Ancora oggi lungo la riva del lago si vedono i bianchi pilastri e i muri delle limonaie, i giardini dei limoni, strutture uniche nel loro genere, di cui si trova traccia oggi solo tra Gargnano e Limone.

Come nascono le limonaie?

La prima introduzione dei limoni sul Garda fu nel Duecento, dalla Riviera genovese ai frati del convento di San Francesco di Gargnano per poi estendere la coltivazione a Maderno e Toscolano. Per proteggere le piante dagli occasionali freddi invernali, a partire dal Seicento si costruirono le prime limonaie, con muraglie, pilastri e travi su cui, da novembre a marzo, si fissavano assi e vetrate. Ma il vero sviluppo fu da metà del Settecento: tutto l’arco del golfo fu costellato da nuove imponenti strutture, che furono immortalate nelle stampe e decantate nelle pagine di scrittori e poeti, come J. W. Goethe, che ne rimase affascinato.


Limone fu la zona di produzione d’agrumi per scopo commerciale più settentrionale al mondo; i limoni venivano esportati a centinaia di migliaia soprattutto in Germania, in Polonia, in Russia.
Nella seconda metà dell’Ottocento si manifestarono segnali di crisi, prima per la malattia della gommosi, poi per la concorrenza dei limoni delle regioni meridionali a seguito dell’unificazione italiana e dello sviluppo dei trasporti, infine per la scoperta dell’acido citrico sintetico. Tutti questi fattori resero la coltivazione sempre meno remunerativa; la Grande Guerra, con la requisizione dei materiali di copertura dei giardini, e il freddo eccezionale dell’inverno 1928-29 le diedero il colpo definitivo.

La Limonaia del Castèl rinasce

Per valorizzare questo antico patrimonio, oggi andato quasi perduto, il Comune di Limone ha acquistato nel 1995 la Limonaia del Castèl che era caduta in disuso, l’ha ristrutturata e rimessa in uso con la piantumazione di oltre un centinaio di agrumi e il ripristino dei terrazzamenti.
A nord ovest del centro storico, addossata alle rocce della Mughéra, la Limonaia del Castèl è oggi solo una parte della grande struttura produttiva d’un tempo. Il giardino, che ha una superficie di mq 1.633, ospita vari frutti: non solo limoni ma anche cedri, pompelmi, mandarini, mandaranci, chinotti, clementine e kumquat.


La sua costruzione risale al primo Settecento. Passata dalla famiglia Amadei, ai Bertoni, ai Patuzzi e, nell‘Ottocento, ai Girardi e ai Polidoro, con atto del 19 giugno 1926 la limonaia fu acquistata da Giuseppe Segala, ritornato a Limone dall‘America, dopo anni di duro lavoro come minatore; nel gennaio 1995 è stata acquisita dall‘Amministrazione comunale.

Fino al 30 marzo 2025 la Limonaia del Castèl è accessibile gratuitamente il sabato e la domenica, dalle 10 alle 17. Raggiungibile a piedi dal centro storico di Limone sul Garda, è ben segnalata da piastrelle segnaletiche in ceramica tra i vicoli del paese.

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