Al via la 78ª edizione nel segno della Terra.
A Verona l’arrivo dell’estate coincide sempre con l’inizio degli spettacoli all’aperto nei suggestivi palchi che la città può vantare. Ecco che giugno dà il via all’Estate Teatrale Veronese, una delle rassegne culturali più longeve d’Italia, capace di trasformare la città in un grande palcoscenico tra spettacoli, danza, musica e performance diffuse negli spazi urbani.
La 78ª edizione segna inoltre l’inizio del nuovo corso artistico firmato da Fabrizio Arcuri, con un programma che guarda ai grandi classici ma apre con decisione ai linguaggi contemporanei e alla scena internazionale.
Il titolo scelto, (H)Earth of Glass, prosegue il percorso dedicato agli stati della materia avviato nel 2025. Dopo l’acqua, il tema centrale diventa la Terra: elemento vivo e fragile, simbolo di memoria, appartenenza e rigenerazione. Il Teatro Romano si conferma il cuore della manifestazione, ma il festival quest’anno si espanderà in tutta la città con spettacoli, installazioni e azioni performative che coinvolgeranno piazze, parchi e luoghi simbolici di Verona.
«Con questa nuova edizione di Estate Teatrale Veronese – dichiara l’assessora alla Cultura Marta Ugolini – inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro. La programmazione è un invito ad attraversare confini, a lasciarsi sorprendere da spettacoli che innovano e dialogano con le trasformazioni del nostro tempo».
Il cuore della rassegna resta il Festival Shakespeariano, che apre nel segno dell’internazionalità con Declan Donnellan, tra i più autorevoli registi shakespeariani contemporanei.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le Grand Soirées – Evento Speciale, dove a calcare il palco saranno grandi artisti come Toni Servillo, Lella Costa, Stefano Massini e Massimo Cacciari.
Il festival amplia inoltre il dialogo con il teatro classico, riletture contemporanee e nuove produzioni.
Accanto alla prosa cresce il ruolo della danza internazionale, dall’atteso ritorno dei MOMIX, alla compagnia belga Peeping Tom, a quella di Yoann Bourgeois.

Grande novità è la sezione Costellazioni, pensata come un percorso partecipativo tra performance urbane e installazioni, in cui il pubblico è chiamato a vivere il teatro in modo diretto.
Non manca la musica, con la sezione Contaminazioni Musicali ed, infine, grande attenzione alle nuove generazioni, grazie a una sezione dedicata alle drammaturgie under 40.
L’Estate Teatrale Veronese 2026 si conferma così un festival capace di intrecciare tradizione e sperimentazione, trasformando Verona in uno spazio aperto di incontro, visione e contemporaneità.