Ecco come e perché incide sulle nostre vite
Nell’ultimo fine settimana di ottobre le lancette dei nostri orologi si sono spostate indietro di un’ora permettendoci di passare dall’ora legale a quella solare, guadagnando così un’ora di sonno in più ma meno luce.
L’ora solare resterà in vigore fino a marzo prossimo, momento in cui si ripristinerà l’ora legale spostando le lancette degli orologi dalle 2 alle 3 di notte. Tale cambiamento è ormai automatico sulla maggior parte dei dispositivi elettronici come smartphone, smartwatch, tablet e computer.
Anche se si tratta solo di far slittare le lancette dell’orologio e il cambiamento può sembrare minimo, corpo ma soprattutto mente, non restano così indifferenti al fenomeno.
Prima di addentrarci a capire però cosa succede al corpo umano con questo cambiamento cerchiamo di capire dove e perché questa pratica è attiva.
L’idea di modificare l’orario pare sia stata proposta per la prima volta nel 1784 da Benjamin Franklin, che suggeriva di anticipare l’inizio delle giornate per risparmiare sull’energia. L’idea fu però messa in pratica nel corso della Prima Guerra Mondiale: nel 1916 infatti diversi Paesi, primo fra tutti la Germania, iniziarono ad adottare l’ora legale per ridurre il consumo di carbone necessario per la produzione di energia. In Italia l’ora legale è diventata definitiva nel 1966 e durava quattro mesi; successivamente nel 2001 l’Unione Europea definì un calendario condiviso ancora oggi da tutti gli Stati membri.
Oggi l’adozione dell’ora legale varia in base ai Paesi: viene applicata in gran parte dell’Europa e del Nord America, mentre altri Stati come la Russia, l’hanno abbandonata dopo averla adottata in passato, altri ancora non l’hanno mai usata. Ma andiamo ora a scoprire quali sono i pro e contro dei cambi d’ora? Tra i vantaggi dell’ora legale come già detto, rientra senz’altro la possibilità di ridurre notevolmente i consumi di energia elettrica risparmiando sulla bolletta. Usare meno energia elettrica significa anche risparmiare sui combustibili fossili e contenere di conseguenza le emissioni di CO2 nell’ambiente.

Nonostante però i benefici in termini energetici e ambientali, non mancano le criticità come l’impatto negativo del cambio d’ora sulla salute umana.
La qualità del sonno è un argomento di crescente interesse per la comunità scientifica: il nostro organismo è regolato da un orologio biologico interno, noto come ritmo circadiano, che governa numerosi processi fisiologici, tra cui il ciclo sonno-veglia, la secrezione ormonale e il metabolismo.
Questo sistema si sincronizza principalmente con l’esposizione alla luce solare, motivo per cui una modifica improvvisa dell’orario può alterarne il normale funzionamento. Studi scientifici hanno dimostrato che il passaggio all’ora legale può provocare: sfasamento del ritmo circadiano, con difficoltà nell’addormentarsi e un risveglio più faticoso; riduzione della produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno; effetti negativi sulla vigilanza e sulla capacità di concentrazione nei giorni successivi. Ma ancora, aumento del rischio di insonnia e disturbi del sonno soprattutto nei soggetti più sensibili (bambini e anziani).
Quindi, come superare il cambio dell’ora senza particolari difficoltà?
Per procedere con un adattamento graduale si consiglia, nei giorni precedenti al cambio, di prova ad anticipare (per il passaggio all’ora legale) o posticipare (per il ritorno all’ora solare) il proprio orario di sonno e veglia di 15-20 minuti. Importante poi sfruttare la luce naturale del mattino per risincronizzare l’orologio biologico e ridurre l’esposizione a luci artificiali la sera. Mantenere poi orari regolari per dormire e svegliarsi e creare un ambiente favorevole al sonno, come una camera fresca e buia.