L’Arena Opera Festival entra nel suo secondo secolo di vita. Una ricorrenza, dopo il centesimo celebrato nel 2023, che si intreccia felicemente con altri avvenimenti importanti, tra cui il centenario della morte di Puccini, che Fondazione Arena celebrerà con ben tre titoli: «Turandot nell’allestimento da fiaba di Zeffirelli; un nuovo allestimento de La Bohème, e Tosca con Anna Nebretko in agosto», spiega la Sovrintendente Cecilia Gasdia. «Bohème porterà la firma di Alfonso Signorini (al suo debutto areniano), che oltre a essere un personaggio televisivo molto popolare, è un appassionato e profondo conoscitore della materia, pianista diplomato e da dieci anni regista, con una particolare affinità per Puccini. Per questo il nuovo spettacolo, diretto dal maestro Daniel Oren, sarà molto rispettoso di tutte le indicazioni del compositore, che nella partitura contiene già una vera e propria regia, in una scenografia storicamente accurata ma anche trasparente».
Per l’inaugurazione cosa avete preparato?
Sarà un gala straordinario, trasmesso in mondovisione. Il mondo della cultura e quello dell’opera uniranno le forze in un’orchestra da 160 elementi e un coro di 300 voci provenienti da tutte le fondazioni lirico sinfoniche d’Italia. Una serata imperdibile con un cast internazionale mai visto prima in Arena in una sola serata, tutti uniti dall’opera italiana. In primis Riccardo Muti.
Altre novità?
Uno dei cinque titoli in cartellone, ossia Aida, vedrà un doppio allestimento. Ci saranno poi tante serate evento, dai Carmina Burana alla Nona di Beethoven nei 200 anni dalla prima esecuzione, un messaggio di fratellanza universale. Ogni serata, con l’alternarsi di cast, sarà come una “prima” (l’ultima recita di Tosca vedrà in scena Jonas Kaufmann). Tra le novità assolute, oltre al grande risalto dato alla danza, grande protagonista sia in Arena (Roberto Bolle and Friends) che al Teatro Romano (Zorba il greco) avremo lo spettacolo immersivo Viva Vivaldi, un’anteprima mondiale dedicata alle Quattro stagioni con Giovanni Andrea Zanon, l’Orchestra areniana, e le immagini tridimensionali di Balich Wonder Studio.