“L’acqua è vita”: a tu per tu con l’artista Stari Ribar

di Andrea Molinari

Massimo Marchiori è cresciuto con il nonno a Silba, una piccola isola della Croazia. Erano gli anni Ottanta e insieme andavano a pescare lungo le coste dell’Adriatico. Chissà se quarant’anni dopo quel bambino avrebbe mai immaginato di trovare nello stesso mare anche una sella di una bicicletta.

Grazie a quelle giornate passate in barca, Massimo ha assorbito la passione per il mare e l’ha trasformata in arte: oggi, infatti, è un artista ecologista conosciuto con il nome di Stari Ribar, che in croato significa “vecchio pescatore”. Nessun solco lungo il viso, ma tanta voglia di far conoscere a più persone possibili l’importanza dell’elemento acqua sul nostro pianeta.

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, che ogni anno si celebra l’8 giugno, ci ha raccontato della particolarità delle sue opere, costruite esclusivamente con materiali inquinanti per le acque raccolti direttamente da lui: «Il mare l’ho visto trasformato rispetto a quando ero piccolo e l’inquinamento è centuplicato. Ho messo insieme più cose dalla mia infanzia, dagli insegnamenti di mio nonno fino alla vena artistica di mio padre. Tutto è cominciato per assecondare i miei figli, raccoglievamo la plastica per pulire le spiagge e mi hanno chiesto di fare qualche oggetto per la casa con quei materiali».

Da quel momento uno switch, o meglio, una scelta di vita. Da direttore delle vendite di un’importante casa automobilistica, si è dedicato completamente all’abnegazione verso il mare. Un amore a prescindere da cui sono nate tantissime sculture, create proprio con la plastica recuperata sulle spiagge e in acqua, pure in immersione: «Non ammetto materiali diversi da quelli che inquinano il mare. Poi li assemblo creando pesci, balene e pirati stilizzati o riproduco quadri famosi per mandare un messaggio di sensibilizzazione allo spettatore sull’inquinamento e il riciclo». Il suo quartier generale è a Venezia, dove è nato, ma anche a Verona è presente un piccolo store in via Basso Acquar, oltre ad una piccola esposizione in Galleria Pellicciai.

Nel 2023 era presente anche alla Biennale di Venezia, con un padiglione tutto per lui e un’installazione artistica per affrontare le problematiche del mare. Il ricavato delle sue opere va spesso in beneficenza e gli permette di lavorare molto con le scuole per diffondere il suo progetto educativo.

Stari Ribar, infatti, è anche un divulgatore di questi temi ambientali: «Il mare genera più del 55% dell’ossigeno che respiriamo, noi stessi arriviamo dal mare ed è vita per definizione». In particolare, è anche il vicepresidente di Marevivo Veneto, una delle associazioni più importanti in Italia sulla divulgazione e protezione del mare, e proprio in vista della Giornata Mondiale degli Oceani, l’8 giugno inaugurerà la sede all’Isola del Lazzareto Nuovo a Venezia, in un sabato dedicato alla raccolta della plastica e alla condivisione delle tematiche a lui più care. Perché, come scriveva Neruda, “abbiamo bisogno del mare perché ci insegna”.

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