Riduce ansia e stress. Migliora l’umore. Aumenta la consapevolezza dei propri limiti e talenti. Parliamo della scrittura, sempre più riconosciuta come strumento di “cura” sia del corpo che delle mente. Anche perché, si sa, “mens sana in corpore sano”, come insegnano gli Antichi.
Che avvenga impugnando una penna o digitando i tasti di un tablet o di un pc, l’attività dello scrivere va infatti a stimolare diverse aree cerebrali, da quella motoria a quella emotiva, fino a quella deputata all’analisi e al discernimento degli eventi della vita, innescando di fatto un processo terapeutico per l’intero “essere”.
E proprio la parola che cura è all’origine dell’esperienza ormai quasi decennale del Premio letterario nazionale «Federica, le parole della vita», istituito dalla Fondazione Aiom (onlus dell’Associazione Italiana di Oncologia medica con sede a Milano), e nato da un’idea di Stefania Gori, direttore dell’Oncologia medica dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.
Il concorso, rinnovatosi nella sua nona edizione lo scorso dicembre con l’apertura del bando per la candidatura di nuovi testi, «mira a incentivare e a valorizzare la forza terapeutica delle parole di molti pazienti che hanno, o hanno avuto a che fare, con la malattia oncologica, ma anche ai loro familiari e persino agli operatori professionali del settore oncologico», come sottolineato in precedenti edizioni.
«Scrivere», si legge, poi, nel bando del Premio intitolato alla memoria di Federica, giovane donna veronese prematuramente scomparsa a causa di una malattia oncologica, ma fino all’ultimo respiro dedita alle sue passioni, «permette di dare voce alla propria dimensione più intima, alle conquiste che ogni giorno, pur nella sofferenza, si è cercato di raggiungere dando valore alla vita in ogni sua sfumatura».
Permette di dare forma alle emozioni, stati d’animo di angoscia e di speranza, attraverso parole fermate sulla carta che diventano uno specchio dentro cui guardarsi, ma soprattutto (ri)guardarsi con occhi diversi. Occhi di rispetto, di fiducia, di coraggio. Le produzioni letterarie ammesse al Premio possono avere la forma di racconto, testimonianza, diario o fiaba, se si opta per la sezione Narrativa; di poesia in versi o di prosa, nel caso della sezione Poesia.
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