A settembre in scena una disputa d’amore.
Una storia memorabile che profuma di leggenda. Stiamo parlando della partita di scacchi a personaggi viventi più famosa al mondo che si disputa ogni due anni nella caratteristica cittadina di Marostica. La sfida che torna in scena ormai da più di 100 anni, da quando per la prima volta è stata giocata, ancora oggi riesce a rinnovare l’emozione e ad ogni spettacolo ripropone il sapore antico di una storia d’amore senza tempo.
Ogni due anni infatti, nella suggestiva Piazza degli Scacchi, oltre 650 figuranti in splendidi costumi d’epoca danno vita a una leggendaria storia d’amore, ambientata a metà del ‘400. Nata dal libretto teatrale di Mirko Vucetich, la Partita racconta la vicenda della bella Lionora, figlia del castellano, la cui mano è decisa da una gara di scacchi.
Da un lato, centinaia di cittadini danno vita a una rappresentazione corale senza eguali; dall’altro, una produzione teatrale all’avanguardia, con scenografie spettacolari, tecnologie avanzate, luci e suoni che avvolgono il pubblico in un’atmosfera magica.
Nello scenario delle mura cittadine, con il Castello Inferiore a fare da fondale, un grande anfiteatro con 3600 posti numerati ospita il pubblico per quattro serate indimenticabili.
Gli spettacoli in programma per quest’anno si svolgeranno venerdì 4, sabato 5, venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026, con inizio alle ore 21 in Piazza Castello.

Ma entriamo nella leggenda per capire la storia di questa celebre rievocazione.
Tutto nasce per una contesa d’amore. Ci troviamo per l’appunto a Marostica, anno 1454, i nobili Vieri da Vallonara e Rinaldo d’Angarano si innamorano perdutamente di Lionora, la bella figlia del governatore veneziano Taddeo Parisio, e si sfidano a duello per lei. Il padre della fanciulla impedisce lo scontro mortale e obbliga i pretendenti a una disputa al gioco degli scacchi da farsi in piazza con pedine viventi.
Dopo la sfilata in campo degli armati del castello, si tiene così davanti al popolo e alle ambascerie delle città amiche la più straordinaria sfida cavalleresca che si sia mai corsa in terra veneta. Al vincitore viene concessa la mano di Lionora e al perdente è data in sposa Oldrada, la sorella minore del governatore.
L’epica competizione saluta la vittoria di colui che la fanciulla segretamente ama e i due matrimoni vengono celebrati al suono festoso delle campane in un tripudio di fuochi, danze e musiche.
L’ideatore dell’evento è Francesco Pozza, marosticense doc e grande appassionato di scacchi e teatro, che crea e dirige la prima Partita a Scacchi a pedine viventi in costume del Trecento nel 1923. L’intuizione gli viene dopo aver trionfato al carnevale di Bassano con un costume del ‘600 e aver intravisto su una rivista di settore una partita a scacchi giocata con pezzi umani.
Convinti gli amici del Circolo Studentesco e trovati i 36 volontari per impersonare le pedine, in pochi mesi Pozza mette in scena lo spettacolo storico che riscuote un grande successo. Perfino il poeta D’Annunzio decide di omaggiare i rievocatori sorvolando col suo aereo l’area di gioco.
Una serata imperdibile che permette allo spettatore di sentirsi parte integrante dello spettacolo stesso.