Sono passati venticinque anni da quando Stefano Cottini riceve un piccolo appezzamento di un ettaro e mezzo dal padre e decide di aprire l’Azienda agricola Scriani; oggi gli ettari di proprietà sono 30, ma la cura e la dedizione che viene riservata ad ogni vite è la stessa degli inizi, rispettando l’equilibrio ambientale circostante. Si evita, infatti, il ricorso a forzature idrico-alimentari al fine di conservare le aree boschive limitrofe, bacino di biodiversità che aggiunge ulteriore complessità e carattere alle uve.
L’Azienda agricola Scriani è un’azienda familiare con Stefano e la moglie Mariangela e i figli, due generazioni che lavorano a stretto contatto quotidiano occupandosi dell’intero processo produttivo: il lavoro comincia nei vigneti, i più preziosi sono quelli nelle località Monte S. Urbano e Costa, ad un’altitudine tra i 250 e i 400 m.s.l.m., e nella zona del Valpolicella classico, altri, invece, sono nella zona del basso Lago di Garda dove si producono i bianchi. Le uve poi vengono trasferite nella cantina di Fumane di Valpolicella dove la vinificazione si conclude nelle barriques di rovere francese e di Slavonia in cui i vini vengono lasciati a riposare per l’affinamento, per esaltarne la personalità e conferire quel carattere unico e distintivo.
A Vinitaly 2024 l’Azienda agricola Scriani presenta la sua nuova identità, «un completo rinnovamento che si basa sul concetto di evoluzione – spiegano dall’azienda. – L’attuale passaggio generazionale all’interno della famiglia diventa un codice visivo per rappresentare la crescita dell’azienda attraverso il lavoro sinergico di due generazioni che lavorano fianco a fianco per creare un prodotto migliore e innovativo. Le forme del rombo e del quadrato si fondono in perfetta armonia, sovrapponendosi ed evolvendo per creare nuove geometrie. Da queste forme prendono vita le etichette che identificano i diversi vini, accompagnate da un logo elegante le cui linee richiamano le stesse forme da cui scaturiscono le etichette. Il pittogramma nasce dall’unione tra la “S” di Scriani e una rivisitazione dell’elemento decorativo dell’identità storica, creando una figura dal design minimalista e sincero, in sintonia con la storia aziendale».