Educare i nostri sensi in fondo vuol dire viverli. Niente di più facile. È un’attività che facciamo tutti i giorni, a volte involontariamente: qualsiasi nostro gesto è sensoriale, dal bacio del buongiorno al sapore della pastasciutta, dalla carezza al cane ai profumi, a volte odori, dell’ambiente che ci circonda. Gli esempi sono infiniti.
Nella scuola italiana, soprattutto nei primi anni, ci sono molti progetti che affiancano alcune attività sensoriali alle materie tradizionali: lo studio dell’arancia o delle foglie in autunno, oppure dei colori con la pittura ne sono alcuni esempi semplici. E poi? Come possiamo educare i sensi dopo il percorso scolastico primario? Mantenerli attivi e continuare a svilupparli anche in età adulta? Forse pensiamo che sia una domanda fuori luogo perché, dopotutto, i sensi sono innati. La vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto ci permettono di percepire il mondo e di viverlo.
Abbiamo avuto qualche anno fa la prova che, in una situazione seppur momentanea, ognuno di noi avrebbe potuto perdere alcuni sensi (gusto e olfatto). Poi tutto è ritornato alla normalità e non ci siamo più soffermati su come allenare o riattivare la nostra parte sensoriale.
Oggi i nuovi stili di vita stanno stimolando alcuni sensi molto più di altri, che rimangono inattivi: pensiamo a tutti gli schermi che ci circondano (vista), ai dispositivi touchscreen (tatto), a quelli che si attivano con la voce (udito). Olfatto e gusto ci sono, funzionano, sono a volte (o spesso) un po’ intorpiditi da proposte già condite: gusti preconfezionati, profumi da laboratorio, aromi vari dalle mille sfumature. Essi ci ricordano una sensazione, ma tutto si ferma lì. Manca la percezione, il riconoscimento. Ce ne accorgiamo quando assaggiamo qualcosa di nuovo, un cibo o un vino (magari alla cieca) e non sappiamo bene come muoverci, cosa sentire, cosa riconoscere, come reagire. La vista e il tatto ci ritornano un’esperienza sensoriale limitata. Qui inizia l’educazione dei sensi: educare vuol dire (fonte Treccani) sviluppare e affinare le attitudini e la sensibilità, esercitare, far crescere.
Sembra semplice e lo è. Ma ce ne stiamo dimenticando. Guardiamoci intorno (la Meraviglia della Vista) per poi chiudere gli occhi e ascoltare (l’Incanto dell’Udito), stringendo una mano, accarezzando un tessuto, masticando un cibo o un vino – sì, si può fare (la Magia del Tatto). Proviamo a fare dei piccoli esperimenti aggiungendo o togliendo lo zucchero oppure il sale, per passare all’uso delle erbe aromatiche, delle spezie, dei fiori, di ingredienti vari: questo è il Piacere del Gusto. Esso acquisisce un superpotere se viene anticipato dall’Emozione dell’Olfatto, che è il senso più legato alla memoria (lo sapevate?) e ha una diretta connessione con i nostri ricordi più profondi.
Educare i sensi significa imparare a vivere più pienamente, cogliendo le meraviglie che ci circondano e apprezzando ogni momento. Prendiamoci il tempo per esplorarli e valorizzarli: il mondo diventerà un luogo ancora più affascinante e ricco di emozioni.