Tre spettacoli, tre compagnie di fama mondiale.
La grande danza internazionale arriva sul palco del Teatro Romano andando a sviluppare uno dei nuclei fondamentali e più significativi di questa stagione (H)EARTH OF GLASS – Tradizione e sperimentazione in dialogo aperto al mondo. Un percorso che attraverso tre spettacoli molto diversi tra loro e tre compagnie con poetiche e stili interpretativi differenti, va a indagare il tema del sogno, dell’immaginario, dell’incontro.
Come sottolinea il direttore artistico Fabrizio Arcuri «con questa sezione abbiamo voluto portare al Teatro Romano artisti e compagnie internazionali capaci di mettere in discussione le forme consuete della scena, mantenendo però un rapporto profondo con il gesto, lo spazio e la relazione con il pubblico. Peeping Tom, Yoann Bourgeois, MOMIX e poi in Piazza Bra gli Attraversamenti di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi rappresentano tre modi diversi di interrogare il corpo: come memoria, come equilibrio, come materia in trasformazione. È dentro questa pluralità di visioni che si definisce il senso di (H)Earth of Glass: una materia solida e fragile insieme, capace di custodire la storia e allo stesso tempo aprirsi al cambiamento».
Il primo spettacolo in scena è Diptchy (The Missing Door e The Lost Room) dei Peeping Tom, sul palco del Romano martedì 14 e mercoledì 15 alle 21:30, con la direzione di Gabriela Carrizo e Franck Chartier. Lo spettacolo, nato in collaborazione con il Nederlands Dans Theater, intreccia danza, teatro e linguaggio cinematografico nel tipico stile della compagnia belga.
Un linguaggio unico, iperrealistico, fatto di universi instabili che sfidano tempo e spazio, uno spettacolo che diventa vera esperienza per lo spettatore. «Per noi il linguaggio cinematografico – ha commentato Franck Chartier – è un elemento naturale: vogliamo che lo spettatore viva l’esperienza dello spettacolo come se fosse immerso in un film, coinvolto non soltanto dalla narrazione, ma dall’azione stessa. Attraverso la luce realizziamo una sorta di “zoom” teatrale che si concentra sui volti, sulle teste, sui corpi dei personaggi. Non è un semplice effetto visivo: il nostro obiettivo è entrare nei loro pensieri, nella loro coscienza, esplorando anche quei tabù che attraversano la società contemporanea. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con gli straordinari danzatori del Nederlands Dans Theater, interpreti di eccezionale virtuosismo e versatilità. La collaborazione è iniziata nel 2013 e Diptych racchiude le due coreografie. Con The Lost Room ho proseguito idealmente il lavoro avviato da Gabriela Carrizo in The Missing Door, costruendo un unico universo ambientato all’interno di un set cinematografico che prende forma e si trasforma davanti agli occhi del pubblico».
La narrazione è ambientata su una nave da crociera, dove una coppia di innamorati fugge inseguendo il sogno di una vita migliore, sogno che viene infranto da un evento improvviso, così rimangono fisicamente ed emotivamente alla deriva. «The Missing Door – continua il coreografo – si apre in uno dei corridoi della nave: attraversando le sue porte entriamo nelle stanze e nelle vite dei personaggi, dove gli avvenimenti del presente modificano continuamente la percezione del passato. È un gioco di memoria in cui non sappiamo più distinguere ciò che sta accadendo realmente da ciò che appartiene al ricordo. Ed è proprio in questa zona di confine, tra realtà, memoria e inconscio, che prende forma il nostro teatro: questa riflessione per cui ciò che facciamo oggi modifica il nostro passato, porta alle realiazzazione che il nostro presente è modificato da qualcosa che accadrà nel futuro, che ancora non conosciamo». Nello spettacolo sarà presente anche un performer locale, Solimano Pontarollo, su richiesta dei direttori stessi, per amplificare l’immedesimazione del pubblico (Pontarollo è attore, non danzatore) e l’iperrealismo sulla scena.
La sezione danza prosegue lunedì 20 e martedì 21 luglio con The Infinite Approach della Yoann Bourgeois Art Company, compagnia che reinterpreta il circo danza in cui il movimento, tra gravità, equilibrio e sospensione, diventa spazio di possibilità e riflessione sulla condizione umana.
In scena ad accompagnare i danzatori il pianista italiano Matteo Bevilacqua. Yoann Bourgeois torna a Verona, dove a marzo ha firmato la coreografia della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali, con questa sua creazione, maturata dopo 15 anni di ricerca: «da anni costruisco dispositivi che mettono in gioco inerzia, gravità e sospensione – dichiara Bourgeois – cercando di cogliere, nel cuore stesso di questo equilibrio precario, un istante di assoluta stabilità. Lo spettacolo raccoglie una serie di brevi composizioni create in momenti diversi della mia vita. Solo mettendole in relazione tra loro mi sono accorto che disegnavano una narrazione che non avevo costruito consapevolmente. La mia non è mai stata una ricerca sulla fisica fine a sé stessa: è una ricerca che parla dell’essere umano, dei suoi squilibri, dei suoi slanci, degli incontri, delle perdite e della capacità di ricominciare ogni volta. Mi auguro che questa ricerca, nata da un’esperienza molto intima e personale, possa diventare, almeno per una sera, anche quella del pubblico».

Infine, come consuetudine, arrivano a Verona i Momix con Botanica – Season 2 (ideazione e regia di Moses Pendleton), in programma dal 27 luglio all’8 agosto. Season 2 perchè a rifiorire sarà lo spettacolo del 2008, con nuove sorprese e proiezioni: il palcoscenico diventa così un terrario vivente dove danza e illusioni visive si integrano. «Sono costantemente ispirato dall’energia del sole – dichiara Pendleton – da come scolpisce il paesaggio, nutre un fiore, proietta un’ombra che diventa parte della danza. Botanica non significa soltanto creare qualcosa di bello, ma risvegliare i sensi, riconnettersi con le materie prime della vita e ricordarci che non siamo separati dalla natura: ne siamo parte, e da essa siamo plasmati».
«Mai come quest’anno – sottolinea l’Assessora Marta Ugolini – possiamo dire che è una danza che parla un linguaggio internazionale, con l’auspicio che il pubblico non si limiti a frequentare gli spettacoli che ha imparato ormai a conoscere, ma ìche si possa confrontare con queste proposte nuove internazionali che confermano la vocazione del festival a essere uno spazio di dialogo tra tradizione e innovazione».
Per maggiori informazione e biglietti: https://www.spettacoloverona.it