Italia protagonista alle Paralimpiadi

di Andrea Molinari

I volti italiani dei Giochi 2026.

Le luci delle Olimpiadi Invernali si sono appena spente, lasciando negli occhi del pubblico immagini di sport, vita, podi, inni e bandiere. Ma il racconto di Milano Cortina 2026 non si è concluso con la cerimonia di chiusura. Dal 6 al 15 marzo, tra Cortina, Predazzo e Milano, la scena passa ai Giochi Paralimpici Invernali: non un’appendice, ma un nuovo capitolo, con una propria identità e una propria intensità.

L’Italia si presenta con una delegazione di 42 atleti, affiancati da tre guide, in un gruppo che unisce volti affermati e nuove energie. All’Arena di Verona, nella cerimonia d’apertura, a guidare la squadra saranno Chiara Mazzel e René De Silvestro. Lui, già medagliato a Pechino 2022 con un argento e un bronzo, è uno dei riferimenti dello sci alpino paralimpico; lei incarna una generazione che vive l’agonismo con naturalezza, consapevole che il proprio ruolo va oltre la pista. L’obiettivo è migliorare le sette medaglie conquistate quattro anni fa, ma il senso profondo della partecipazione va oltre il conteggio finale.

Nel para ice hockey si concentra l’anima collettiva della spedizione azzurra. Sport rapido, fisico, giocato su slitta, richiede organizzazione e letture difensive impeccabili. Nikko Landeros, tre ori paralimpici conquistati con gli Stati Uniti, ha scelto di vestire l’azzurro per riavvicinarsi alle sue radici italiane, portando esperienza internazionale e leadership. Accanto a lui Sandro Kalegaris, attaccante con il fiuto del gol, ed Eusebiu Antochi, nato con una malformazione congenita per cui ha optato per un’amputazione nel 2025.

Sulle piste dello sci alpino, oltre a Renè De De Silvestro, anche Giacomo Bertagnolli: otto medaglie paralimpiche in carriera, quattro delle quali d’oro tra PyeongChang e Pechino. Fondamentale anche il ruolo delle guide (ancora da definire), presenze spesso invisibili ma decisive nel trasformare fiducia e sintonia in velocità pura.

Il para snowboard offre invece storie di ritorni e rivincite. Emanuel Perathoner, già snowboarder olimpico prima di un grave infortunio che l’ha costretto a utilizzare una protesi totale al ginocchio, torna ai vertici nel circuito paralimpico dopo aver conquistato titoli mondiali e dimostrando che la carriera può avere traiettorie inattese. Jacopo Luchini continua la sua rincorsa al primo podio del suo percorso, mentre Riccardo Cardani, dopo un incidente in moto che gli causa la paralisi del braccio destro, ha trovato nella tavola una nuova direzione oltre ad essere campione di nuoto paralimpico.

Tra sci nordico e biathlon, atleti come Giuseppe Romele, passato dal nuoto al triathlon prima di scegliere la neve, incarnano la versatilità e la determinazione azzurra. Infine, il curling in carrozzina, disciplina mista per definizione, in cui parteciperanno sette connazionali.

Dopo l’entusiasmo delle Olimpiadi “tradizionali”, le Paralimpiadi completeranno il quadro di un territorio capace di accogliere il mondo due volte, con la stessa intensità. Non una coda dell’evento, ma la sua naturale prosecuzione: un altro modo di intendere lo sport, altre storie da vivere, lo stesso orgoglio condiviso.

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