In scena: l’inizio delle stagioni invernali

di Federica Clemente

Dal classico al contemporaneo fino al teatro per famiglie.

L’autunno teatrale veronese propone un calendario che attraversa generi, epoche e linguaggi diversi: dalla comicità alla grande tradizione della commedia, dal racconto della crisi climatica alla drammaturgia contemporanea, fino a uno spettacolo pensato per tutta la famiglia.

Ecco le segnalazioni della rubrica In scena.

Si parte giovedì 22 ottobre al Teatro Nuovo con Una serata pazzesca. Tullio Solenghi legge Paolo Villaggio, un progetto di Sergio Maifredi e Tullio Solenghi prodotto dal Teatro Pubblico Ligure. Solenghi porta in scena Fantozzi, il testo che ha consacrato Paolo Villaggio come uno dei grandi autori della comicità italiana, restituendone la scrittura attraverso la lettura e il racconto. Un omaggio a Villaggio scrittore e alla sua straordinaria capacità di trasformare situazioni quotidiane, tic e debolezze in un universo comico entrato nell’immaginario collettivo. Dal “megagalattico” alla “nuvola degli impiegati”, fino agli improbabili “venghi”, “vadi” e “dichi”, il linguaggio di Fantozzi è diventato parte del nostro lessico. Una serata per riscoprire, attraverso la voce e l’ironia di Solenghi, la genialità di un autore capace di creare personaggi e parole rimasti nella memoria.

Dalla comicità contemporanea si passa alla grande tradizione della commedia dell’arte. Dal 27 ottobre al 1° novembre, ancora al Teatro Nuovo ma questa volta nell’ambito della rassegna Il Grande Teatro, diretta da Fabrizio Arcuri per il Comune di Verona, spazio a Carlo Goldoni con Una delle ultime sere di carnovale, diretta da Valerio Binasco. La commedia, scritta alla vigilia della partenza di Goldoni per Parigi, racconta un momento di saluto alla città e al suo pubblico, intrecciando sentimenti, matrimoni, incomprensioni e addii.

Nella lettura di Binasco, Goldoni conserva tutta la sua capacità di osservare e analizzare l’animo umano: dietro la comicità emergono fragilità, ipocrisie e piccoli inganni, ma anche una sorprendente attualità. Una commedia corale e malinconica che, attraverso le maschere e i personaggi, guarda alle relazioni e ai moti del cuore, celebrando al tempo stesso il teatro come luogo ancora capace di interrogare il presente.

Mercoledì 28 ottobre, al Teatro Ristori, per le Serate d’autore viene affrontato invece uno dei temi più urgenti del nostro tempo con Luca Mercalli e Mauro Keller e lo spettacolo/conferenza La crisi climatica è tra noi: ignorarla o affrontarla? Il climatologo e il giornalista guideranno il pubblico in una riflessione sui cambiamenti climatici e sulle sfide ambientali del nostro tempo, offrendo l’occasione per approfondire un tema che coinvolge sempre più da vicino società, territori e futuro. Un appuntamento che porta così il teatro e la cultura del confronto direttamente dentro una delle questioni centrali del presente.

Il 23 novembre arriva sul palcoscenico del Teatro Nuovo Accabadora, tratto dal romanzo di Michela Murgia, vincitore del Premio Campiello nel 2010. Con la regia di Veronica Cruciani e l’adattamento teatrale di Carlotta Corradi, Anna Della Rosa affronta il complesso personaggio di Maria, protagonista di un monologo intenso ambientato nella Sardegna degli anni Cinquanta. Bambina affidata come fill’e anima a Bonaria Urrai, Maria cresce accanto a questa donna che, oltre a fare la sarta, è un’accabadora: colei che accompagna alla morte le persone ormai alla fine della loro vita.

La scoperta di questa verità provoca una frattura profonda nel loro rapporto. Lo spettacolo prende avvio proprio dal ritorno di Maria accanto alla madre adottiva, ormai morente, e attraverso memoria, rabbia, dolore e amore porta in scena una relazione complessa, fatta di legami scelti e di verità difficili da accettare. Una storia di maternità, identità, perdita e perdono, affidata alla forza della parola e alla presenza scenica di Anna Della Rosa.

E dalla profondità di una storia segnata da legami, memoria e identità si passa infine alla fantasia, con un appuntamento pensato per il pubblico più giovane. Il 22 novembre, alla Fattoria Didattica La Genovesa, nell’ambito della rassegna Teatro in fattoria, è in programma Pinocchio, una produzione Bam!Bam!Teatro.

Due attori-narratori, un armadio e pochi oggetti diventano gli strumenti per aprire le porte della fantasia e riportare in vita la storia di Collodi proprio a pochi giorni dell’anniversario dei duecento anni della nascita (24 novembre 1826). Fra giacche, cappelli, sciarpe e altri oggetti quotidiani prendono forma Pinocchio e i personaggi del suo viaggio, dal Gran Teatro dei Burattini di Mangiafuoco al Paese dei Balocchi, fino al ventre del pescecane. Un gioco teatrale che intreccia finzione e realtà e invita a riflettere sul confine tra vero e immaginato, ricordando come basti davvero poco per costruire un mondo fantastico. Fino alla trasformazione finale di Pinocchio in bambino, anche il pubblico è chiamato a lasciarsi guidare dalla fantasia e dal piacere di inventare nuove storie.

Alcuni consigli, molto diversi tra loro ma accomunati dal linguaggio teatrale, capace di far ridere, riflettere, interrogarsi e sorprendere, offrendo di volta in volta uno sguardo nuovo sulla nostra realtà.

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