In scena – febbraio/marzo

di Federica Clemente

La selezione di spettacoli in scena a febbraio-marzo.

Selezionare gli spettacoli in scena nei mesi di febbraio e marzo in città non è semplice: le proposte sono numerose e tutte di grande interesse. Che vi appassioni il teatro classico o contemporaneo, quello per famiglie, la stand up comedy, il teatro danza o la danza in generale, il consiglio è di leggere questa selezione ma anche di curiosare tra le diverse rassegne cittadine: dal Grande Teatro al Divertiamoci a teatro, dalle Serate d’autore e di danza al Teatro Ristori all’Altro Teatro e L’Altro Teatro/City, che ospitano le compagnie professioniste veronesi, fino alle proposte di Fucina Culturale Machiavelli, Casa Shakespeare, Teatro Scientifico/Teatro Laboratorio e Fondazione Aida. L’offerta è ampia e capace di soddisfare davvero tutti i gusti.

Cominciamo allora con la nostra selezione. In ordine cronologico presentiamo tre spettacoli di prosa, uno dedicato alle famiglie e uno di danza. Ad aprire il percorso è Come nei giorni migliori, in scena giovedì 26 febbraio al Teatro Camploy per L’Altro Teatro. Scritto da Diego Pleuteri, diretto da Leonardo Lidi e interpretato da Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese (produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale), lo spettacolo porta in scena due uomini, o meglio due figure, A e B, impegnate in un’indagine sul significato dell’amore. Non conta chi siano, ma ciò che li lega: l’umanità condivisa, i gesti quotidiani, le parole che feriscono e quelle che sanno salvare. Lidi definisce il teatro come un atto di fiducia: «La creatività non cresce se il terreno è arido – serve coraggio, visione, fiducia nell’altro». E come nel teatro, anche nell’amore è necessario lo stesso slancio di coraggio e fiducia nell’incontro con l’altro.

Dal tema della coppia si passa a quello dell’identità femminile con Freevola, in scena sabato 7 marzo al Teatro Fucina Culturale Machiavelli. Il testo, scritto e interpretato da Lucia Raffaella Mariani, riflette – e soprattutto induce a riflettere – sull’essere donna: «Essere donna è come essere due dentro un corpo. Quella che esiste e quella che si guarda esistere, la sorvegliante e la sorvegliata, il soggetto e l’oggetto di me stessa, non solo degli altri, di me stessa. La voce della sorvegliante sussurra: “Devi piacere a tutti, soprattutto ai maschi etero e coi soldi. Devi essere ammirata, piacevole, piacente. Devi piacere! Stai attenta che ti sorveglio, perché se piacerai agli altri sarai felice. Sii bella, sii simpatica, sii brillante, occupa poco spazio, sorridi, profumati, dalla, o almeno falla annusare, conquista, non ti stancare, conquista! Vedrai che ti ameranno!”. E la sorvegliata non sa se è d’accordo. Sente, come tutti, che vuole essere felice e amata». Un’estremizzazione della necessità di piacere che rispecchia con forza la società contemporanea.

Dal 17 al 20 marzo il Teatro Nuovo ospita, all’interno della rassegna Divertiamoci a Teatro, Le nostre donne di Eric Assous, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, per la regia di Alberto Giusta. In scena tre uomini, amici di lunga data, che si ritrovano per il consueto appuntamento di poker, destinato però a non iniziare mai. La serata si trasforma infatti in una discussione accesa, capace di mettere a rischio un’amicizia consolidata. Le donne del titolo, pur non comparendo mai in scena, sono le vere protagoniste dello spettacolo: è intorno all’universo femminile che nascono tutti i conflitti. Ne deriva una riflessione leggera ma al tempo stesso dissacrante e spietata sul ribaltamento dei ruoli.

Spazio poi al teatro per famiglie: venerdì 27 marzo va in scena, in anteprima, la nuova produzione della compagnia veronese Bam!Bam!Teatro, che presenta Via Pál, tratto dal romanzo I ragazzi di Via Pál di Molnár, all’interno della rassegna L’Altro Teatro/City al Camploy. Lo spettacolo, scritto da Lorenzo Bassotto, affronta temi come il coraggio, l’amicizia e il tradimento, affiancati da una riflessione più profonda sulle conseguenze delle proprie scelte e sull’importanza di decidere da che parte stare, chi essere. Temi che rendono questa storia particolarmente vicina ai ragazzi di oggi.

A chiudere la selezione è la danza: martedì 31 marzo, al Teatro Ristori, per la rassegna dedicata, va in scena Bayadère, il regno delle ombre del Nuovo Balletto di Toscana, con la coreografia di Michele Di Stefano. Uno spettacolo di danza pura in cui realtà e aldilà si intrecciano, e le ombre del titolo sembrano sospese, quasi congelate nella loro condizione, attraverso movimenti ritualistici. «Il mio interesse – spiega Di Stefano – è rivolto proprio al potenziale compositivo che questa scena contiene, non per replicarla ma per scatenare tutta la sua forza dinamica e anche per restituire all’allucinazione di Solor la sua vera natura psichedelica».
E con questo non resta che augurarvi: buon teatro!

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