Ricordare, dare senso a qualcosa che non dovrebbe mai accadere, trasformare la rabbia e il dolore che umanamente si provano dopo eventi crudeli per creare qualcosa di nuovo, di concreto e positivo che possa contribuire perché il dramma di Chiara Ugolini, una ragazza di soli 27 anni uccisa il 5 settembre 2021 dal vicino di casa, non si ripeta mai più.
È quello che hanno voluto realizzare un gruppo di amiche e amici creando il progetto Contrastare la violenza di genere in ricordo di Chiara Ugolini, andando nelle scuole per dare la loro testimonianza in ricordo della loro amica, per incontrare e formare i giovani al rispetto tra pari, all’uso di un linguaggio di genere appropriato, contro ogni discriminazione e violenza, seguendo un progetto costruito sulla tesi di laurea della Dott.ssa Psicologa Laura Conti.
Il gruppo di amici, in seguito allargatosi, prende il nome di FORmazione CHIARA, che li identifica nel lavoro che portano avanti contro la violenza di genere in onore di Chiara, perché dal suo ricordo si possa giocare una partita, combattere e vincere, come tanto amava fare Chiara sui campi di pallavolo.
Qual è la vostra esperienza nelle scuole, nel sensibilizzare i giovani su questo argomento?
La nostra esperienza nelle scuole è sicuramente positiva. L’età delle ragazze e dei ragazzi che abbiamo di fronte è quella delle prime relazioni ed esperienze quindi gli argomenti che trattiamo li colpiscono particolarmente. Si interrogano ad esempio sui segnali d’allarme o sul concetto di consenso. Se possibile, in seguito all’esposizione del progetto in assemblea, cerchiamo di dedicare un momento nelle singole classi per rispondere direttamente alle domande e avere un confronto in un contesto più piccolo e familiare dove le ragazze e i ragazzi si sentono più liberi di esprimere dubbi e osservazioni. Abbiamo notato che le parti in cui vengono maggiormente coinvolt* sono le testimonianze. Spesso al termine dell’evento ci ringraziano per aver mostrato loro i nostri sentimenti ed emozioni ed esprimono la loro vicinanza. È capitato anche che loro stessi condividessero con noi loro esperienze dolorose. L’esperienza nelle scuole ci lascia sempre speranza e grande soddisfazione.
Quali sono altri progetti futuri che vorreste realizzare?
Sicuramente il nostro obiettivo è sensibilizzare più persone possibili, per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Siamo partite e partiti dalle scuole per arrivare poi a comuni, società sportive e aziende, allargando sempre più la platea di persone in ascolto. A tal proposito, ci piacerebbe nei prossimi anni spingerci oltre i confini della provincia di Verona, come già abbiamo fatto quest’anno andando a Mantova e Vicenza. Ogni anno in base anche ai feedback che riceviamo dopo i nostri interventi e alle considerazioni interne durante le nostre riunioni, rimodelliamo delle parti del progetto per portare maggiore chiarezza e fare in modo che il nostro messaggio arrivi il più diretto possibile a chi mette a disposizione il proprio tempo per ascoltarci. Inoltre, ci auguriamo di instaurare ulteriori collaborazioni con professioniste e professionisti competenti sul tema della violenza di genere, sia per un loro affiancamento durante i nostri eventi sia perché siamo anche noi tuttora in formazione, su questo tema c’è sempre molto da imparare.