L’evento lancio di Carnet Group al Teatro Ristori.
Nell’elegante cornice del Teatro Ristori di Verona, il 26 novembre si è tenuto l’evento lancio di Edyto e Carnet Group, un nuovo progetto imprenditoriale, attraverso le voci di chi ogni giorno vive il lavoro come esperienza, relazione e responsabilità. Non è stata una semplice presentazione aziendale, ma un percorso narrativo di valore costruito sulle storie di collaboratori, professionisti e imprenditori.
Un taglio nuovo, che ha dato al pubblico la possibilità di guardare al mondo del lavoro con una prospettiva diversa da quella puramente tecnica o economica.
“In basso a destra. Atto Unico” è stato un evento originale, tra interventi, talk, in una forma teatrale coinvolgente, grazie anche alle suggestive scenografie del luogo che lo ha ospitato.
A salire sul palco e introdurre la serata è Alberto Cetti, titolare insieme a Nicolò Ballarini di Edyto, dal cui discorso è emerso un tema ricorrente: nella società contemporanea la vita lavorativa è sempre più condizionata da processi di digitalizzazione e da logiche algoritmiche che pretendono di definire produttività, obiettivi e perfino soddisfazione personale.
Una “competizione esasperata”, come la definisce dal palco, che sposta ogni giorno più in alto l’asticella e rischia di annullare il valore umano.
L’evento ha scelto quindi di partire da qui: dalla necessità di recuperare la dimensione narrativa e relazionale del lavoro, perché «non esiste un algoritmo della felicità».
Il concetto chiave di “In basso a destra”, la zona del bilancio che segna utili e perdite, è diventato il simbolo di una riflessione più ampia.
Quel numero, pur importante, non può raccontare da solo il valore di un’impresa: non parla dei sacrifici, del tempo, dei percorsi personali che lo rendono possibile. E soprattutto non può diventare l’unico criterio per definire il senso del lavoro.
Da questa premessa nasce l’idea che ha guidato l’evento, e che è alla base di Carnet Group e della sua nuova rivista Carnet Impresa: uscire dalla prospettiva dell’IO per adottare quella del NOI.
L’Impresa di Comunità
Il cuore della presentazione ha riguardato l’Impresa di Comunità, un modello organizzativo che si propone di superare la tradizionale struttura gerarchica per diventare un vero e proprio “organismo”, in cui imprenditore e collaboratori sono organi vitali dello stesso corpo.
In questa visione, l’imprenditore non è più solo il decisore ma diventa ispiratore e parte del tutto, contribuendo al benessere comune e alla crescita di ogni individuo coinvolto, è una realtà che produce non solo un clima lavorativo più sano, ma anche risultati più stabili e sostenibili.
E a spiegarci questo modo di fare impresa sono saliti sul palco Alberto Banfi, professore del Dipartimento di Scienze dell’economia e della gestione aziendale dell’Università Cattolica di Milano, e due imprenditori: Susanna Martucci e Marco Ottocento.
In un dialogo con Alberto Cetti, Banfi ha illustrato vari temi tra cui il ricambio generazionale nelle imprese familiari, il valore aggiunto creato dalle aziende oltre il profitto, e il ruolo delle banche nel garantire equilibrio e prospettive alle imprese.
Susanna e Marco, nel talk condotto da Marta dal Corso, hanno mostrato, invece, con le loro storie, diverse ma intrecciate da un filo comune, come la fragilità possa diventare una forza e come l’impresa sia, prima di tutto, un luogo umano.
Susanna, cresciuta tra le caserme in un luogo maschile fatto di disciplina, con la «voglia di emergere e dimostrare quanto potesse valere una donna in un mondo in cui certe barriere sembravano ancora insormontabili», ha fondato Alisea partendo dall’idea semplice e rivoluzionaria che «ciò che scartiamo può diventare valore». Un’ azienda dove realtà diverse possono collaborare per generare innovazione condivisa.
Marco, dalla sua esperienza nel tessile tra Italia e Pakistan, ha scoperto che la vera ricchezza nasce dalla collaborazione non dalla competizione e, come gli ha insegnato sua figlia Sara, dalle fragilità: «Gli uomini hanno bisogno degli altri, non sono supereroi. Le fragilità sono una risorsa e non un limite».
Le loro storie ci ricordano che il futuro si costruisce dal basso: dalle relazioni, dagli scarti, dalle persone che spesso nessuno vede. È lì che si nasconde la vera innovazione.

Il ruolo di Edyto: storie, consulenza e visione
La serata è stata occasione per presentare le case history di Edyto, la società di consulenza strategica d’impresa che raggruppa il progetto editoriale e manageriale. Alla base del percorso di Carnet Group le storie di Gabriele, Alessandro, Ilenia, Miriam e Federica hanno mostrato come la trasformazione aziendale passi dalle persone e dalla loro capacità di raccontarsi, confrontarsi e conoscersi. Non è mancata la narrazione dei percorsi fatti da Officine Cailotto e Ballarini Interni.
La filosofia di Edyto si fonda su tre parole chiave – Condivisione, Confronto, Conoscenza – presentate come i pilastri su cui costruire comunità più forti e organizzazioni più consapevoli, tre parole che sono alla base del nuovo progetto editoriale Carnet Impresa.
Insomma, l’evento al Teatro Ristori, non ha presentato solo una nuova realtà imprenditoriale, ma l’ambizione di contribuire a ridefinire il modo in cui si pensa l’azienda: non un luogo di mera produzione, ma uno spazio di relazione, crescita e benessere. Uno spazio dove costruire nuove opportunità, nuove sinergie, con passione e voglia di cambiare.
In basso a destra – quel numero che chiude il bilancio – rimane, certo. Ma diventa la conseguenza, non più la bussola.
Ed è proprio in questa prospettiva che si colloca la sfida lanciata da Carnet Group: creare valore economico attraverso valore umano.
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale va ai partner che hanno reso possibile la serata e ci hanno supportato nella creazione di questo viaggio: Scapin 1935, food partner; Maserati, automotive partner; Domini Veneti, wine partner; Teatro Ristori, location partner; Ballarini Interni, family partner; Ottica di Virgilio, lifestyle partner; Officine Cailotto, logistic partner. La serata è stata l’occasione di presentare il gruppo Edyto con Carnet Group, Carnet Impresa e Carnet Verona grazie anche al contributo di Carlo Berlotti e Alvaro Lanciai, autori insieme a Alberto Cetti e registi dell’evento.
